Un libro tra le mani

“Ammazzati amore mio” di Ariana Harwicz, recensione: Un libro tra le mani

AMMAZZATI AMORE MIO di Ariana Harwicz.

Il flusso di coscienza disturbato di una mente instabile.
Questo è.
Da qualche parte ho letto: “Un ritratto lucidissimo della maternità, della passione, della malattia mentale”.
No, mi dispiace, ma in queste pagine di lucido non c’è proprio niente!

È tutto uno scivolare da un delirio all’altro, senza soluzione di continuità.

La maternità c’è, in quanto condizione fisiologica, ma priva di qualunque sentimento e appiglio alla realtà.
Il rifiuto del bambino è totale (“trascino il bambino davanti alla porta per vedere se passa qualcuno a cui lo posso dare”), ma non è presente nessuna motivazione, nessun ragionamento sottostante, non c’è nessuna indagine psicologica.
Manca qualsiasi riflessione possibile sul tema donna/madre, sembra tutto messo lì solo per creare disagio in chi legge.

La passione è tratteggiata in modo alterato, come una visione, una febbre delirante, un qualcosa che ha poco a che fare con la corporeità e più con un’estasi animalesca immaginata e mai vissuta.

La malattia mentale c’è eccome, riempie ogni pagina, ma non è indagata, non porta da nessuna parte perché è raccontata attraverso la voce diretta di chi ne è affetto.
Manca quella distanza necessaria ad elaborare una condizione psichica compromessa, quello sguardo esterno che ci porti al di fuori del delirio per metabolizzarlo.

Inizialmente potrebbe sembrare lo sfogo di una donna infelice, insoddisfatta della sua vita e della sua condizione di neo-mamma, ma dopo un po’ ti rendi conto che non si tratta semplicemente di una donna che non riesce a stare dentro modelli di vita imposti da altri e a cui si ribella, lei non riesce a stare neanche dentro se stessa!

All’inizio questa scrittura così disturbata, spiazzante e disconnessa dalla realtà affascina, ti risucchia… poi, a lungo andare, stanca, i continui passaggi tra realtà e visioni annoiano, perché ti accorgi che tutto è fine a se stesso, necessiterebbe di una svolta che nel libro manca totalmente.

Mi pare di capire che questo sia il primo di una trilogia, non me ne voglia la Harwicz, ma io ringrazio e mi fermo qui.

“Ammazzati amore mio” di Ariana Harwicz, Ponte alle grazie . Un libro tra le mani.

 

Antonella Russi

Nata a Taranto, classe '76. Lettrice per passione, da sempre.

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