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Squilibri Festival 2025, tre giorni di libri… vista mare!

Sè chiusa con un grande successo di pubblico l’edizione 2025 di Squilibri, Festival delle narrazioni di Francavilla al Mare, di cui TheBookadvisor è stato social media partner.

Tre giornate di incontri, panel e presentazioni dedicate al mondo dei libri e dell’editoria con Peppe Millanta come direttore artistico e animatore; un vero e proprio “villaggio” vista mare dove gli appassionati hanno potuto anche curiosare tra gli stand della Fiera del libro (erano quest’anno quaranta tra editori e librai da tutta Italia), e partecipare ai laboratori e alle attività appositamente pensate per questa tre giorni di festa della lettura.

Il festival ha preso il via ufficialmente venerdì 20 giugno con una giornata piena di grandi nomi a partire da Melania G. Mazzucco che ha presentato il suo “Silenzio. Le sette vite di Diana Karenne” (Einaudi) per la sezione sincronie del festival.

Altro grande nome femminile della giornata, Lorenza Stroppa con il suo godibilissimo “La cassetta delle lettere per i cari estinti”, volume pubblicato da Mondadori, che l’autrice ha presentato sul palco del Lato Nord Sirena. Oltre al romando della Stroppa sono stati presentati anche “Lo sperduto” di Giovanni D’Alessandro, edito Città Nuova, e “Il mondo impaginato”, saggio di Giulio Tatasciore per i tipi di Carocci.

Non è mancata l’attualità con i giornalisti Marianna Aprile e Luca Telese e i loro “Materiali resistenti” (Piemme), e, ovviamente il giallo: si è infatti aperta nella giornata di venerdì, anche la sezione apposita con Romano De Marco e il suo “Dimenticare Milano” per Ubagu Press.

Pezzo forte della giornata, però, è stata sicuramente Donatella Di Pietrantonio, arrivata a Squilibri Festival con la sua prima prova nella letteratura per l’infanzia “Lucciole, squaletti e un po’ di pastina” che ha pubblicato per Salani e accompagnato dalle incantevoli illustrazioni ad acquerello di Andrea Tarella. Una serata tutta targata Salani, visto che, a seguire, in chiusura, è stata la volta di Matteo Bussola che, nonostante l’ora tarda, ha saputo coinvolgere il pubblico nel racconto del suo “Il talento della Rondine”.

Sabato 21 giugno a Francavilla a Mare, è stata la volta di un altro grandissimo nome del panorama letterario italiano contemporaneo: Mario Desiati con “Malbianco” è stato il protagonista della sezione sincronie di Squilibri Festival, sul Pontile dove ha dialogato con Oscar Buonamano. Lo stesso Buonamano, uno dei membri del comitato artistico del festival, ha dialogato anche con Antonella Presutti su “I sopravvissuti” (Les Flâneurs).

Nel corso del pomeriggio di sabato poi si sono svolti anche gli incontri con Maria Rosaria Sisto (per il suo “Vita di Costanza D’Avalos”), Maristella Lippolis con “Donne che non muoiono” e Aurora Ruffino, volto noto per la sua prova d’attrice, ma che si sta facendo conoscere anche come scrittrice e ha da poco pubblicato per Rizzoli “Volevo salvare i colori”.

C’era grande attesa, anche, per la Sezione Gialli che ha visto la partecipazione di Gabriella Genisi che con “Una questione di soldi” ha riportato al suo pubblico l’amatissima Lolita Lobosco, in un caso un po’ diverso dal solito.

La chiusura della seconda serata è stata affidata, invece, a Marco Bocci, prima, e a Pablo Trincia poi. Bocci, ormai al suo terzo romanzo, si conferma scrittore solido e ben inserito nel panorama letterario italiano: dialogando con uno dei membri del comitato artistico, Giulia Ciarapica, ha presentato proprio il suo ultimo libro, il thriller psicologico “Nelle tue mani, nella sua pelle” edito Salani.

A seguire, Piazza Sirena è stata incantata dal grande maestro della narrazione, Pablo Trincia, che si è confrontato con il giornalista Luca Telese.

Ma non è stata meno ricca di nomi ed eventi anche la giornata conclusiva dello Squilibri Festival, che ha visto partecipare, tra gli altri: Giulia Alberico con “Anna e i mesi e altri racconti” di Galaad Edizioni, Oscar Buonamano – in qualità di autore, stavolta – che ha dato la voce alle “Storie dei giusti dello sport”, Vito Di Battista con “Dove cadono le comete”, Remo Rapino con “Di Nome faceva Arturo”.

Grande protagonista della giornata è stato l’Auditorium che ha ospitato in sequenza: Alessandro Barbaglia, scrittore, libraio e soprattutto grandissimo affabulatore che ci ha portato nel mondo della diva scordata Hedy Lamarr con “L’invenzione di Eva” (Mondadori).

È stata poi la volta, poi, della poliedrica Chiara Francini, che ha parlato del suo “Le querce non fanno i limoni” con Mila Cantagallo. Dopo di lei, spazio alle “Cose Umane” di Antonio Pascale. Uno slot molto affollato, quello che è toccato a Pascale: alle 20:00 infatti è stata anche la volta di Roberta Di Pascasio che ha presentato il suo libro di racconti intrecciati “Il lato nascosto delle storie”, ma anche di un altro autore, Bruno Nasuti, che per Edizioni Mondo Nuovo ha pubblicato “Come si legge la realtà. Le parole, le cose, la lettura cinematografica”.

La sezione gialli, di domenica, ha chiuso con botto, vedendo come protagonista l’amatissima Alice Basso che con il suo “Le ventisette sveglie di Atena Ferraris” ha introdotto ai suoi lettori una nuova, speciale, protagonista.

Gran chiusura di Squilibri, domenica sera con la giornalista Francesca Fagnani che ha presentato il suo ultimo libro edito SEM, “Mala. Roma Criminale” che ce la ripropone nelle vesti di giornalista della cronaca romana, e non soltanto in quelle di pungente intervistatrice a cui è abituato il pubblico di “Belve”.

Il suo incontro, ha preceduto quello con gli autori del Premio Strega, moderato da Giulia Ciarapica: gli scrittori della Cinquina finalista hanno fatto tappa al festival di Francavilla nel corso del loro tour che li sta portando in giro per l’Italia in vista dell’elezione del libro vincitore tra “L’anniversario” (Andrea Bajani, Feltrinelli), “Chiudo la porta e urlo” (Paolo Nori, Mondadori), “Perduto è questo mare” (Elisabetta Rasy, Rizzoli), “Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia” (Michele Ruol, TerraRossa), “Quello che so di te” (Nadia Terranova, Guanda).

Ogni giorno, poi, si sono susseguiti appuntamenti speciali, aperitivi letterari, musica premi, rassegne dedicate come le “Storie in bottiglia”, dove la letteratura ha incontrato drink e cocktail speciali. 

Particolarmente interessante lo spazio “Storie ritrovate” che ha ospitato Laudomia Bonanni con “La rappresaglia” (Cliqot) nella giornata di apertura del festival, per poi ritornare il giorno seguente con Angelo Petrella, penna famosissima del giallo napoletano, ha introdotto la sua ultima fatica, un’opera un po’ diversa dal solito per lui, a metà tra memoir e saggio letterario, “La fine dei fagioli. Dieci scrittori francesi che mi hanno rovinato la vita” (Italo Svevo editore) con la sua consueta verve e simpatia. L’ultimo spazio della rassegna, invece, quello di domenica, è stato occupato da “Alba e non alba” di Luigi Di Iacopo pubblicato da Ianieri Edizioni.

Altre sezioni dedicate a precisi ambiti narrativi, si sono susseguite, invece, con appuntamenti fissi nel Foyer. La sezione Km0 che ha ospitato rispettivamente Alfredo De Felice con “Acqua di Lete” (Europa) nella giornata di apertura, Fabrizio Di Marco con il suo “È solo un gioco” pubblicato da Leone Editore, e Alessandro Butti con “Quando la relazione diventa cura” (Mimesis).

Per la sezione Sguardi d’Abruzzo, che, come il nome suggerisce celebrava la terra che ospita Squilibri Festival, hanno trovato spazio “Fantasmalìe” di Michela Di Lanzo e Gianluca Salustri; Franco Farias e Francesco Sanvitale con il loro studio su “Le bande musicali in Abruzzo 1783-1984 (Ianieri Edizioni); Antonio Di Donato con il suo “Padre Simone. L’abruzzese che difese i Guaranì” (Hatria).

Insomma, tre giorni ricchissimi di nomi, di attività, di libri e, soprattutto, di incontri. Arrivederci all’anno prossimo!

Alessandro Oricchio

Dottorando in studi politici Sapienza Università di Roma, speaker di Teleradiostereo, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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