RecensioniSopra le righe

Inverness, Monica Pareschi. Maestoso arazzo di mostruose debolezze.

Una carrellata di personaggi imprigionati dal disgusto di se stessi

Si potrebbe dire che il vero protagonista dei racconti che danno vita a Inverness di Monica Pareschi sia il movimento di scarto, il sussulto lieve che rende sfocata una foto perfetta, lo spostamento laterale tra la vita desiderata e quella vissuta. E quello che resta è un “rumore di ghiaccio incrinato”, la crepa intorno alla quale si assesta l’esistenza dopo che i sentimenti e le speranze sono andati a schiantarsi sull’asfalto duro degli accadimenti.

Con una prosa ardita ed elegante, in Inverness Monica Pareschi tesse un arazzo di mostruose debolezze, di sentimenti ripugnanti e desideri deformi che solcano come una ferita vite apparentemente normali, nelle quali i protagonisti di questi straordinari racconti cercano se stessi nell’altro, trovando, alla fine, il riflesso stinto di un desiderio incompiuto. Persino il luogo che dà il titolo alla raccolta resterà solo anelito, in quest’opera nella quale ogni storia si snoda attraverso le pieghe di una ferocia sentimentale ostinatamente cercata, a volte come forma di punizione, altre come viatico di redenzione, altre, ancora, quale sigillo di appartenenza.

Personaggi in cerca di una tragica felicità

inverness monica pareschi

I protagonisti sono persone fragili che tentano di restare in equilibrio ai margini di un precipizio, persone che esercitano il loro diritto a una felicità rovinosa, divorate dall’ingordigia, dalla smania di potere, dal desiderio bulimico di essere amate. Sono personaggi imprigionati dal disgusto di se stessi, nel quale si avvolgono con sadico compiacimento, “come un maiale nella mota”, spesso offrendosi come agnelli sacrificali “faccia nuda al taglio”.

In Inverness, non a caso nella cinquina finalista del premio Campiello, ogni racconto è una piccola perla che riluce attraverso una prosa ricercata, profonda, letteraria. Che dice di una paura di stare al mondo la quale si fa cicatrice indelebile.

Un’opera maiuscola, consigliata a chi ama la letteratura, le vie poco battute, i bivi, i sentieri altri. E che conferma la visione in grande di Polidoro editore e di Orazio Labbate, curatore della collana Interzona.

IL VINO

Il vino da accompagnare a questa lettura è il Sauvignon blanc, vino con note fruttate avvolgenti, come i desideri dei protagonisti, ma che emana un peculiare sentore di bosso che richiama alla natura selvatica.

LE CITAZIONI

Monica Pareschi

“Per questo mi lascio spolpare e scavare, fino a che, bianca cavità lucente, sarò un fiore d’osso puro sul ciglio del mondo, muto avorio levigato che specchia la luna, minerale e diafana, e in quella soddisfatta nullità avrò conosciuto la feroce perfezione dell’amore”.

I genitori di Annamaria erano molto anziani, ma di una vecchiaia contenuta e asettica, senza umori, come se la pellicola salvifica di polvere che ricopriva quella casa scura e rigida sigillasse anche loro”.

Inverness di Monica Pareschi, Polidoro Editore, a cura di Sopra le righe.

Michela Bilotta

Sono nata a Salerno e vivo da oltre dieci anni a Bruxelles, dove mi occupo di comunicazione e ufficio stampa. Giornalista pubblicista dal 2007 e sommelier professionista, ho maturato un’esperienza ventennale come direttrice creativa, editor e addetta stampa per case editrici, agenzie pubblicitarie, testate giornalistiche, ONG internazionali e istituzioni europee. Ho, inoltre, pubblicato guide turistiche, racconti e manuali per concorsi a cattedra. Ho sempre usato le parole per lavoro e per passione, e il mio amore per la scrittura è pari solo a quello per la lettura. La metrica dell’oltraggio, Jack Edizioni, è il mio primo romanzo edito e tratta dei diversi aspetti della violenza di genere partendo dalla tragica storia della poetessa Isabella Morra, assassinata dai fratelli, fino ad arrivare al fenomeno dei femminicidi oggi. Il libro ha destato l’attenzione della stampa nazionale, è entrato nell’elenco ufficiale dell’AIE come testo scolastico ed è stato presentato alla Camera dei deputati. Tre miei racconti sono stati pubblicati nell’Antologia “Ad alta voce”, a cura della scrittrice Sara Rattaro.

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