Golden Child, Claire Adam. Quando la violenza si abbatte su una famiglia
Un’intensa storia familiare che mette in luce le contraddizioni dell’animo umano

Golden Child, di Claire Adam, è una storia ricca di tensione, che indaga i complessi rapporti familiari, spesso improntati a dinamiche disfunzionali, e il chiaroscuro dell’amore, le sue idiosincrasie e le sue incoerenze. Siamo a Trinidad, isola dei Caraibi poco distante dalla costa del Venezuela, in aperta campagna. Qui vive, in condizioni economiche tutt’altro che agiate, la famiglia Deyalsingh, composta dal padre, Clyde, dalla madre, Joy, e dai due figli, i gemelli Peter e Paul, che non potrebbero essere più diversi. Geniale e talentuoso il primo; affetto da un lieve ritardo, almeno apparente, il secondo, a causa di problemi intervenuti durante il parto.
Il padre, logorato da interminabili e gravosi turni di lavoro in raffineria, ripone tutte le sue aspirazioni di genitore in Peter, mettendo da parte, grazie al generoso aiuto di uno zio, una cospicua somma destinata ai suoi futuri studi universitari. Quel figlio così intelligente gli sembra una sorta di riscatto nei confronti della vita, da sempre ostile con lui. La madre, invece, è preoccupata soprattutto che i due gemelli restino insieme affinché Peter possa proteggere Paul, e lotta perché i loro percorsi scolastici non debbano mai separarsi.
Quando arriva la violenza

Il punto di svolta della narrazione è rappresentato da un episodio di estrema violenza durante il quale la famiglia, in assenza del padre, subisce una rapina in casa. Da questo momento, il seppur fragile equilibrio familiare viene spazzato via e gli ardui tentativi di riprendere la vita di sempre si scontrano contro un altro avvenimento imprevisto: la sparizione di Paul.
Da qui la narrazione si fa ancora più intensa e, attraverso le storie parallele del ragazzo e della sua famiglia, estende le vicende individuali ai temi universali della colpa, della scelta senza ritorno, del tradimento e dell’amore che, nel tentativo di essere giusto, non sa essere imparziale.
Golden child è un romanzo atipico, con una scrittura affilata e vibrante che porta con sé la tensione narrativa tipica del thriller, unita a uno spietato ritratto umano fatto di ambizioni e speranze disattese.
Una prosa tesa e vibrante

Eccelsa la capacità dell’autrice, tradotta da Emilia Benghi, di rendere tridimensionali atmosfere e paesaggi che fanno riverberare all’infinito quella nota di inquietudine che fa da sfondo alla storia, tenendo il lettore incollato alle pagine.
IL VINO
Lettura perfetta da abbinare a un Barolo DOCG, vino intenso, complesso, che ha carattere e profondità e che si apre lentamente, come la narrazione di Claire Adam.
Golden child, Claire Adam, 66thand2nd, a cura di Sopra le righe.
LA CITAZIONE
“E poi gli aveva raccontato cosa aveva fatto Paul: che si era rifiutato di mettersi a terra quando il bandito glielo aveva ordinato; che aveva insultato il bandito e gli era andato contro come per picchiarlo; che l’uomo gli aveva puntato la pistola addosso. Da quell’istante in poi per lei era un vuoto; non sapeva spiegarlo, ma era come se tutto fosse stato cancellato da una specie di buio totale”.



