Ci si può affezionare a una famiglia disfunzionale? Credo di sì, capita spesso di subire il fascino di un ossimoro o di una dissonanza che gli assomigli. Ieri, per esempio, sono andato in brodo di giuggiole per quel “rumore incessante di opinioni” rifilato da Yasmina a un giornalista che in una recente intervista non si è lasciato sfuggire la ghiotta occasione di chiederle lumi sulla presenza di Putin nel libro.

“Diceva, non state a sentire vostra madre, è antisemita. E’ ebrea, osavamo puntualizzare. Sono i peggiori! I peggiori antisemiti sono gli ebrei. Dovete tenerlo a mente.”
I lati comici e patetici della famiglia, ereditati dai genitori di cui sopra, covano sotto la cenere dei rispettivi focolari domestici, ma sono destinati a deflagrare una volta riuniti in un luogo di tragica memoria come Auschwitz, ormai travolto dal turismo e dalla stupidità di massa, la stessa banale e massiva stupidità che pare in attesa del momento opportuno per trasformarsi di nuovo in Male, nell’indifferenza generale, tra selfie ridanciani, cafone “mise” balneari e nazionalismi al vento.
Famiglia variamente assortita, i Popper, composta dallo strabordante Serge, cialtrone, superstizioso, disposto a spingersi fino al ridicolo pur di guadagnare il centro della scena. Da Jean, il narratore, succube del fratello maggiore, talora critico nei suoi confronti, ma sempre pronto alla comunella se si tratta di sbeffeggiare Nana, la sorella benpensante e moralista. A figli, mariti, mogli e nipoti, invece, il compito di fare da cartina tornasole ai pirotecnici difetti degli adulti di pertinenza, minacciati dallo scorrere del tempo e dalla vacuità delle proprie esistenze. Vite raffazzonate, ma petulanti e invadenti, tali da relegare in un angolo il numero impressionante di quelle perdute, che i Popper sono andati a onorare in Polonia come tributo alle origini famigliari.
Lo sguardo di Yasmina, talentuosa figlia di una violinista ungherese e di un ingegnere iraniano, però, sa essere tanto caustico quanto indulgente, tanto tagliente quanto cauterizzante, quasi che a mettere in scena per anni il comico e il tragico della vita, da registi navigati ci si possa ritrovare in platea, spettatori benevoli di quella straordinaria commedia che non prevede repliche.
“Basta un’immagine a contenere un uomo.”
…e, a volte, basta una citazione a contenere un libro.
Vieni a parlare di libri con tutti noi, nel gruppo Facebook The Book Advisor
“Serge” di Yasmina Reza, edizioni Adelphi. I libri di Riccardo




