“Sarà assente l’autore“ di Giampaolo Simi: una sadica critica all’editoria

Quattro parole: “Questo leggilo, ti piacerà“. Tante sono bastate a far si che questo libricino in formato ridotto scavalcasse la pila. L’invito alla fine è diventato una premonizione. Giampaolo Simi conosce perfettamente il pubblico a cui si rivolge, gli ammicca, ci gioca, ci scherza. Ma il quadro che dipinge dell’editoria è così reale e spietato che perfino il lettore sarà preso in castagna.
“Sarà assente l’autore“ è una delle ultime fatiche di Giampaolo Simi (l’espressione ultime fatiche sarebbe di certo sbeffeggiata da Gianfelice Sperticato, il protagonista del libro), scrittore con una lunga serie di pubblicazioni alle spalle, ormai fedele alla Sellerio.
Siamo un po’ tutti Sperticato
Simi si rivolge a chi di editoria ci vive, o chi per lo meno la conosce molto bene. Parla all’esordiente, parla a chiunque abbia avuto contatti con agenti ed editori, parla ai librai e a quelli che partecipano alle presentazione dei libri. Ma parla anche ai lettori forti, a quelli che riescono a vedere oltre al libro e alla valutazione mi piace non mi piace, e a quelli che sanno perché un romanzo finisce in quel modo invece di un altro. La costante è che Simi si prende gioco di tutti. Da autore navigato qual è conosce benissimo ogni aspetto della filiera.
Il (brevissimo) romanzo parte proprio con l’autore in tensione per la presentazione del suo nuovo libro, e per bocca di Gianfelice Sperticato. Simi ci svela ogni piccola meschinità, tutti i pensieri che possono venire in testa a un autore quando è lì che deve parlare a una platea che forse non si riempirà mai. Visto che Gianfelice è il buono della storia, (nonostante trovi anche lui il modo di vendere l’anima al diavolo), la satira più feroce va al mondo dell’editoria. Va ai romanzi scadenti, ai meccanismi dei bestseller, a quelli che provano a scrivere senza averne le qualità. In qualche punto del libro, ne sono certo ce n’è anche per voi.
Critica illuminata
Armando Vinciguerra è l’editore senza scrupoli, colui che dopo aver preso una cantonata ha imbastito una diabolica strategia per trasformare il letame in diamanti. E gli sarebbe pure riuscito se non fosse stato per la morte prematura della gallina dalle uova d’oro. Acque Torbide è diventato un bestseller, ma adesso che Vinciguerra non ha più in scuderia l’autore che lo ha proiettato verso le stelle, è impossibile per lui mantenere in vita il suo progetto editoriale. È dall’incontro fortuito tra Sperticato e Vinciguerra che prende forma la critica di Simi, e lo fa su più livelli. Se infatti quello principale è il campo di gioco comune a tutti, col secondo l’autore ci spinge a fare una riflessione in più, e dipinge uno scenario dove non solo la letteratura brutta è inevitabile, ma diventa necessaria. E l’editoria, per quanto posso arrivare a vette disprezzabili è tutt’altro che sprovveduta. Vinciguerra sarà pure un uomo senza scrupoli ma non è affatto l’incosciente che Sperticato credeva. Anzi, da lui c’è persino da imparare.
A pagina 9 Sperticato aveva già contato almeno tredici maledetto. La pioggia su Rovigo era maledetta, erano maledetti gli automobilisti della domenica che affollavano le strade di quel lunedì (?) piovoso, ma erano maledetti anche gli incubi della protagonista e i suoi calli che con il maltempo le mandavano fitte fino ai recessi più profondi del proprio essere. Maledetta era la cerniera della borsa che si incastrava sempre, ma anche la notte in cui la ragazzina aveva perso la vita era, senz’ombra di dubbio, maledetta, anche perché la povera vittima aveva percorso da sola un maledetto stradello di campagna.
Se volete fare un tuffo dove non si tocca, se volete un protagonista irresistibile e tagliente, se volete vergognavi delle pessime figure retoriche che vi sarà capitato di scrivere, accomodatevi. Questo libro ha solo un difetto: finisce quando arriva il momento di rilanciare.
“Sarà assente l’autore” di Giampaolo Simi, Sellerio editore, 2023. Malditesto.




