Libri in pillole

“Tre madri” di Francesca Serafini: recensione libro

Una giovane commissaria di 33 anni, un piccolo borgo romagnolo, l’improvvisa sparizione di un quindicenne di origini inglesi che vive coi suoi genitori in un villaggio popolato da artisti che hanno scelto l’anticonformismo come stile di vita. Sembrerebbero questi gli ingredienti di Tre madri, romanzo di Francesca Serafini, sceneggiatrice televisiva e cinematografica.

Ma procedendo nella lettura ci si rende conto ben presto che l’attenzione dell’autrice non si rivolge solo alla semplice indagine poliziesca. Perché come una sonda ben pilotata Tre madri si insinua proprio lì nella sfera più intima dell’essere umano, per scandagliare i suoi comportamenti, le sue reazioni, le sue paure, i suoi dolori e registrare la sua evoluzione.

E lo fa attraverso la storia di Lisa Mancini, un commissario che ha avuto la possibilità di fare carriera all’estero, ma che in un determinato momento della sua vita ha deciso di abbandonare le piste internazionali accettando un incarico in provincia, dove la sua preoccupazione principale è quella di arrivare al livello successivo di Candy Crush Saga. Fino a quando la sparizione del giovane River, nome non casuale, la travolge come un fiume in piena, obbligandola a destarsi dalla sua apatia psicologica, a uscire da quel rifugio che ha costruito pur di non affrontare a viso aperto il passato. E il dolore altrui, nel libro quello della madre di River, spesso funziona come un interruttore che mette in moto la nostra reazione, perché il dolore esige azione, per affrontare e alleviare le sofferenze che inizialmente possono anche essere degli altri, ma nelle quali inevitabilmente spesso proiettiamo le nostre.

“Alla fine eccoci qua: agglomerati di ricordi pronti a uscire allo scoperto alla prima sollecitazione e che spesso ci impediscono di andare avanti nel futuro. Proprio per come sono in grado, saltando fuori, di creare un inceppo nella comunicazione nel presente, lasciandoci così: risospinti senza posa in un passato che esclude tutti quelli che non erano lì mentre accadeva”.

Con Tre madri, il cui titolo riprende la famosa canzone di De André, Francesca Serafini scrive un romanzo corale che si snoda attorno alla protagonista, e si muove come un meccanismo perfetto, in cui tutti i personaggi sono ben delineati mediante una caratterizzazione che li identifica e li differenzia, rendendoli vividi, veri, tremendamente reali, quasi tangibili.

“Tre madri” di Franesca Serafini, edizioni La Nave di Teseo. Libri in Pillole.

Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

Articoli correlati

Back to top button