Libri in pillole

“Nelle terre di nessuno” di Chris Offutt: recensione libro

Camminare lungo sentieri ripidi, fangosi, inoltrarsi in strade impervie a passi lenti, scanditi dal rumore di foglie secche miste a neve che si disintegrano sotto la gomma di pesanti scarponi. Incontrare lungo la strada uomini e donne con abiti pesanti e logori, dai volti induriti, sguardi severi, con occhi che trasmettono ruvidezza, fatica e, a loro modo, condivisione, appartenenza a una comunità. Isolata, apparentemente dimenticata, ma estremamente reale, unica soluzione possibile per affrontare quelle colline che non regalano sorrisi.

Leggere Chris Offutt significa questo, ovvero scoprire il Kentucky marginale, quello immerso nella natura aspra, che domina e detta i tempi della vita umana. Una natura aggressiva, scorbutica, che si riflette negli atteggiamenti degli uomini che la abitano, costretti a un’esistenza sempre in salita, sia metaforicamente che fisicamente: su quelle colline isolamento, distanza e solitudine creano famiglie frammentate, anaffettive, troppo impegnate a trovare soluzioni concrete, necessarie per guadagnarsi la giornata, per dedicarsi a banali e inutili gesti d’amore.

Eppure c’è amore anche lì: è l’amore che lega indissolubilmente gli uomini alla propria terra, a quelle desolanti lande costellate da baracche di legno, rumorosamente riempite dagli ululati dei lupi, dove il freddo spacca la pelle e congela i pensieri. E allora basta una bottiglia di whisky per sciogliere le lingue, per tornare a sentire il sangue scorrere nelle vene e capire che, nonostante siano terre di nessuno, la speranza di riscatto è sempre lì, pronta a uscire fuori come una molla, perché l’orgoglio, quello sì, è l’elemento che non manca mai.

“Fenton si piegò in avanti per resistere al vento gelido che arrivava dalla conca, chiusa tra i fianchi ripidi delle colline. Digrignò i denti, cercando di non tremare. La neve gli ricopriva le spalle, come uno scialle portato al vento. I molari destri pulsavano, e si domandò se col freddo il ponte d’oro che aveva in bocca non si stesse rimpicciolendo. Il vento scivolò via, rimpiazzato dal verso di un coyote. Quello sì che metteva i brividi”.

Nelle terre di nessuno Chris Offutt racconta dunque il Kentucky, e lo fa attraverso nove racconti intensi, profondi, toccanti, attraverso i quali esplora l’asprezza della vita in collina, ribadendo però che anche lì dove mancano risorse, disponibilità e agi, è pur sempre possibile trovare una declinazione dell’amore.

“Nelle terre di nessuno” di Chris Offutt, edizioni Minimum Fax. Libri in Pillole.

Alessandro Oricchio

Dottorando in studi politici Sapienza Università di Roma, speaker di Teleradiostereo, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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