Libri in pillole

“L’eco delle città vuote” di Madeleine Thien: recensione libro

Era il 1975 quando in Cambogia i Khmer Rossi si impadronirono del potere ponendosi come obiettivo l’istituzione di una repubblica socialista agraria. Per compiere il piano misero in atto il cosiddetto processo di purificazione della Cambogia, che prevedeva lo svuotamento delle città attraverso il trasferimento forzato dei cambogiani nelle campagne.

Fu un’azione sanguinosa, un vero e proprio genocidio attraverso il quale sterminarono oltre 2 milioni di esseri umani, ma non solo. Molti furono privati delle loro radici mediante lo scioglimento dei nuclei familiari, sradicando dunque da ognuno di loro qualsiasi legame con il passato. Donne e uomini annientati, strappati dalle loro città, scaraventati nelle campagne senza più alcun punto di riferimento.

l'eco delle città vuote madeleine thien“Una volta mia madre mi ha detto che quando veniamo al mondo siamo integri. Col passare degli anni la nostra testa si popola di troppe voci, troppe vite. Iniziamo a frantumarci. Assorbiamo troppo, troppe persone, troppi luoghi, cerchiamo di conservarli dentro di noi, dove il mondo non potrà alterarli”.

L’eco delle città vuote di Madeleine Thien racconta la storia di Janie, quarantenne che vive in Canada ma che da bambina è riuscita a sfuggire alla dittatura dell’Angkar. La sua famiglia adottiva canadese le ha permesso di studiare, di diventare una ricercatrice, di avere una famiglia e un figlio. Ma il passato non svanisce nel nulla, e quando torna lo fa in maniera prepotente. E Janie, con l’aiuto del collega Hiroji, anche lui alle prese con la scomparsa del fratello, è chiamata a ripercorrere la storia della sua famiglia, in un estremo tentativo di ricostruire almeno nella memoria la vita dei suoi genitori e del fratello Sopham a Phnom Penh. E nonostante il percorso sia atroce è un viaggio necessario, che consente a Janie di tornare proprio nel punto in cui la sua psiche ha iniziato a disintegrarsi sotto i colpi dei ricordi.

L’eco delle città vuote è un libro che rimane impresso, anche grazie alla scrittura di Madeleine Thien, calda, avvolgente, che stimola l’empatia nel lettore. Lettore che, tuttavia, non può far altro che limitarsi ad assistere inerme alla narrazione di un genocidio di massa che ancora oggi grida vendetta, e che per questo non deve essere dimenticato.

“L’eco delle città vuote” di Madeleine Thien, edizioni 66thand2nd Editore. Libri in Pillole.

Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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