Libri in pillole

“Comincia a Brooklyn” di Federica Piacentini: recensione libro

«Quella mattina il sole non aveva tenuto per sé un solo raggio e il mese di gennaio si prospettava radioso – i mucchi ghiacciati oziavano ai bordi dei marciapiedi e graziosi pupazzi di neve ammiccavano ai passanti».

Si respira aria fredda in Comincia a Brooklyn, esordio letterario di Federica Piacentini, scrittrice classe ’83 di Gaeta. È quell’aria frizzante che caratterizza gli inverni di New York, città che in gennaio spesso viene ricoperta da un manto di neve bianchissima, che attutisce i passi dei viandanti e riflette le mille luci che illuminano le strade, ma anche i volti arrossati dal freddo di coloro che sanno che per sopravvivere nella Grande Mela c’è bisogno di tenacia, di perseveranza e soprattutto di azione.

«”Mai sentito parlare dei dreamers?”. “Dreamers?”. “Sì I bambini che sognano una vita qui, anche se qui non ci sono nati. Vivono qui da anni, vanno a scuola qui e qui ormai hanno amici. Non avevano tutti i documenti a posto e il presidente, l’altro, quello nero, ha detto che possono restare. Ha detto: rincorrete i vostri sogni! Figo eh? Tu, per esempio, cosa vuoi diventare?».

Ed è questo il percorso lungo il quale dovrà imparare a camminare Martin Gale, un bambino che, seppur cresciuto in una famiglia amorevole, si ritroverà a dover dismettere in tutta fretta i panni dell’infanzia per indossare quelli della vita adulta. Perché l’imprevisto che sconvolge totalmente la sua quotidianità richiede una reazione immediata, un’idea stra-ordinaria, una mossa ragionata, vincente. E questa opportunità gli piomba quasi addosso con un semplice volantino: un torneo di scacchi, al quale Martin deve, e vuole, assolutamente partecipare per vincerlo, perché solo così potrà forse riuscire a riparare ciò che la vita ha guastato.

Comincia a Brooklyn di Federica Piacentini è un romanzo di piacevole lettura, caratterizzato da una scrittura elegante, incisiva, il cui pregio principale è quello di far sentire fin da subito il lettore dentro la storia. Si passeggia per New York, si percepisce sulla propria pelle il freddo contatto dei fiocchi di neve che cadono dal cielo, si vive e si empatizza con Martin, bambino la cui iniziazione alla vita viene descritta in maniera efficace e coinvolgente. Un buonissimo esordio letterario.

Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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