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“Sospese” di Alessandra De Vita: femminicidi irrisolti dal caso Montesi al delitto di via Poma

Trama

Tante e troppe innocenti sono morte negli scorsi decenni, quando ancora non era stato coniato un termine per l’omicidio di genere: femminicidio. La differenza rispetto ad allora è che molte tra loro non hanno avuto giustizia. A distanza di anni, troppi crimini sono rimasti impuniti. Ci sono nomi e visi scolpiti nel nostro immaginario: su tutti, quello di Simonetta Cesaroni, la ragazza di Cinecittà assassinata nell’estate di Italia ’90 e diventata il simbolo delle giovani donne uccise dal potere. Queste ragazze avevano sogni e progetti, un lavoro, amori e amicizie, e soprattutto madri, padri, sorelle e fratelli che ancora invocano verità. Dal caso Montesi al delitto di via Poma, il volume ripercorre le storie di vite spezzate nel pieno della giovinezza da assassini senza nome e dà voce ad assenze che lottano per uscire da un vuoto incolmabile, che sembrano destinate a restare sospese come spettri nel limbo.

“Sospese” di Alessandra De Vita: recensione

Esiste una forma di violenza che si perpetua oltre la morte: il silenzio. È da questa consapevolezza che si dovrebbe partire per affrontare la lettura di: Sospese. Femminicidi irrisolti di Alessandra De Vita.

De Vita ricostruisce con documenti e testimonianze, nove femminicidi italiani rimasti vergognosamente irrisolti dal 1947 al 1990: da Elvira Orlandini del delitto del Corpus Domini a Simonetta Cesaroni di via Poma, passando per Wilma Montesi, Simonetta Ferrero, Francesca Alinovi, Elisabetta Di Leonardo, Roberta Lanzino, Lidia Macchi, Antonietta Longo. Nomi che rischiano l’oblio, donne brutalmente massacrate da qualcuno vicino a loro, e che l’autrice restituisce alla storia attraverso documenti, articoli e raqcconto della società del tempo. La prefazione di Pietro Orlandi – fratello di Emanuela – rappresenta la voce di chi conosce il peso del silenzio istituzionale.

«Maledetti gli uomini per le violenze psicologiche che esercitano sulle donne, per la paura archetipa infinita che suscitano nella loro psiche. Maledetti per la loro volgarità truce e immonda.*»

Al 6 giugno 2025, i dati ufficiali parlano di 22 femminicidi. Il 2024 si è chiuso con 113 vittime, 99 uccise in contesti familiari. Mediamente, una donna viene assassinata ogni cinque giorni. Nell’indignazione temporanea della società civile che si divide presto in “Si ma non tutti gli uomini” , coloro i quali nemmeno lo riconoscono il problema declassando il femminicidio a “semplice” omicidio e la categoria dei benaltristi, che in risposta al femminicidio rivendicano l’assoluta mancanza di un reato uguale in vesti opposte.

«Per ognuno di questi dolorosi misteri c’è una famiglia che vive nell’eterna angoscia di non conoscere quale sia stato il destino di una propria figlia, o sorella…»

Sospese è dunque una lettura potente: scava nel silenzio per restituire voce a chi non ha avuto giustizia. De Vita dimostra come queste donne siano state violate due volte – dalla brutalità subita e dal silenzio seguito. Ogni pagina richiama alla responsabilità collettiva nel non ridurre le vittime a statistiche. De Vita consegna un’opera che dovrebbe circolare ovunque – scuole, tribunali, redazioni – perché la memoria rigorosa diventa strumento di cambiamento. Perché la lettura può tramutare il dolore in consapevolezza, il silenzio in parola, l’oblio in memoria attiva. Un libro che restituisce dignità al passato per costruire un futuro più giusto.

Biografia dell’autrice

Alessandra De Vita ha studiato al DAMS di Bologna e all’Università «Suor Orsola Benincasa» di Napoli dove ha conseguito un master in Radiofonia, e ha studiato Pianoforte al Conservatorio di Salerno. Ha collaborato per un quotidiano del Gruppo GEDI, Radio Capital, ANSA e per «Domani». Scrive per «Il Fatto Quotidiano» e per la rivista «Grazia». Ha pubblicato due raccolte di racconti Suites acide vol. 1 e vol. 2 (2021 e 2023).

*Dal diario di Francesca Alinovi

“Sospese” di Alessandra De Vita, Mursia Editore Pagine 184 _ 16,00 euro. Recensione a cura di Morena Di Giulio per Lib(e)ri di leggere.

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Morena Di Giulio

Morena Di Giulio è giornalista pubblicista iscritta all'Ordine del Lazio, blogger e beta reader. Dal 2022 è Redattrice di The Book Advisor, portale dedicato ai libri e alla lettura, dove gestisce la rubrica "Lib(e)ri di Leggere" Scrivimi a [email protected]

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