Le stagioni della verità, Lucia Tilde Ingrosso: continua la saga dei Monteleone
Un efferato assassinio scuote le famiglia Monteleone, tra intrighi, tradimenti e rivalità

Sembra un giallo capovolto questa intricata storia familiare al termine della quale a essere svelata non sarà l’identità dell’assassino, ma della vittima. In Le stagioni della verità, secondo volume di una trilogia, siamo nella Milano dei giorni nostri: la facoltosa famiglia Monteleone viene raggiunta dalla terribile notizia dell’assassinio di uno dei suoi maggiori esponenti. Per scoprire chi sia, Lucia Tilde Ingrosso, intrecciando intrighi, amori, tradimenti e rivalità, ripercorre gli ultimi dodici mesi della famiglia, restituendoci un ritratto impietoso dei suoi membri. E’ così che, attraverso cinque generazioni, ci addentriamo nella paura di Silvia di perdere il prestigio sociale, nella sete di approvazione di Fabrizio, nel tentativo di scalata sociale della giovane Martina, nel mistero di un prezioso anello di cui nessuno deve conoscere l’origine.
Le stagioni della verità: la Milano da bere sfondo e cornice delle vicende familiari
Al centro della narrazione si staglia, altera e indifferente, Milano, città che si fa simbolo di lusso e aspirazioni disattese, di volontà di potenza e fallimento, luogo verso il quale convergono, a vario titolo, le azioni e i sentimenti dei protagonisti. Lo skyline illuminato a festa del capoluogo lombardo, le sontuose dimore con tende in broccato e le opulente ville affacciate sul Lago Maggiore fanno da quinta alla narrazione.
Con questa elaborata saga familiare, che potremmo definire orizzontale, in virtù dei tanti personaggi che si aggiungono alla famiglia Monteleone, i protagonisti sembrano trascendere le loro vite per farsi rappresentazione dei vizi, delle debolezze e talvolta delle virtù dell’Italia contemporanea. La lettura procede veloce attraverso pagine nelle quali ogni personaggio conduce la sua personale battaglia contro qualcosa o qualcuno, talvolta contro se stesso.
Luci e ombre di una famiglia ingombrante
Le vicende dei protagonisti, mirabilmente padroneggiate dall’autrice, si intrecciano all’inchiesta che tenta di far luce sulle motivazioni dell’omicidio e, attraverso continui salti temporali e la descrizione dettagliata di rituali, luoghi e oggetti che diventano estensione del carattere dei personaggi, siamo chiamati a comporre l’intricato mosaico che definisce il profilo identitario di una famiglia, e forse, con le dovute differenze, di tutte le famiglie.
IL VINO
Lettura da abbinare a un Franciacorta DOCG, elegante spumante lombardo ottenuto con metodo classico e caratterizzato da un perlage fine e un bouquet complesso, come i rapporti della famiglia Monteleone.
LE CITAZIONI

“Quando la musica si interruppe, il silenzio fu spezzato da un applauso che sembrava infinito. Un applauso che andava oltre la musica, oltre la fine della guerra, oltre Milano. Un applauso che voleva celebrare il sogno di rinascita di un’intera nazione”.
“Gilla gli aveva dato uno strano appuntamento. Strano per l’orario, mezzogiorno di sabato. E per il luogo, via Antonello da Messina. Non lontano da casa sua, vicino all’hotel Rubens e alla fermata di Gambara. Zona carina, ma in cui non immaginava esserci nulla in grado di suscitare l’interesse di Gisella Monteleone che, al pari di quasi tutti i membri della famiglia, viveva, lavorava e si divertiva rigorosamente dentro la prima cerchia dei Navigli”.
“Le stagioni della verità” di Lucia Tilde Ingrosso, Baldini+Castoldi, a cura di Sopra le righe.




