
Trama
Roma. A ventiquattro ore dall’inizio del conclave, Giovanni Basetta, segretario di Stato vaticano, sta elaborando la sua strategia per far eleggere l’uomo che ritiene più degno di diventare il nuovo papa.
Nel tempo che separa l’entrata nella Cappella Sistina, il confronto con i suoi familiari porta Basetta a ripercorrere tutta la sua vita. Il cardinale è costretto a fare i conti con il proprio passato e anche con il futuro. Le dinamiche delle votazioni e le strategie dietro ogni scrutinio porteranno il protagonista a scoprire verità indicibili e importanti segreti che potrebbero cambiare l’avvenire della Chiesa.
Il Conclave dei segreti di Filippo Fiore: recensione

Tra le mura silenziose del Vaticano, nell’attesa densa che precede l’inizio del conclave, si muove un uomo abituato al potere, ma costretto per la prima volta a fare i conti con se stesso. È questo il cuore del libro Il Conclave dei segreti, romanzo raffinato e sorprendente di Filippo Fiore, che svela il dietro le quinte dell’elezione papale in un romanzo mai banale o scontato.
In equilibrio tra introspezione del personaggio e tensione narrativa, la storia di Giovanni Basetta – Segretario di Stato vaticano – si dipana attraverso strategie diplomatiche, scrutini cerimoniali e reminiscenze intime, in una narrazione cristallina che oscilla tra passato e presente, disseminando indizi che convergono verso un enigma ben più profondo dell’elezione di un nuovo pontefice.
Rifuggendo da facili derive sensazionalistiche o teorie cospiratorie, Fiore delinea uno scorcio illuminante e credibile sulle dinamiche, squisitamente politiche, che governano l’elezione di uno dei capi di Stato più influenti e carismatici del panorama mondiale. E lo fa attraverso una prosa misurata, dove ogni periodo trova la sua precisa collocazione e valenza espressiva.
Tra ricordi personali e scelte politiche, si disegna la figura del nuovo pontefice
Le vicissitudini personali di Basetta, i suoi legami familiari complessi, le incertezze che affiorano nell’imminenza dell’evento cruciale, si intrecciano armoniosamente con la dimensione pubblica della sua missione ecclesiastica. Il lettore viene inevitabilmente condotto a interrogarsi non solo sull’identità del futuro Papa, ma su ciò che si cela nell’interiorità di ogni personaggio, sui loro desideri, sulle colpe mai espiate, sulle decisioni assunte.
I protagonisti, risultano autenticamente umani, vulnerabili, palpitanti di vita. È proprio questa umanità che li rende prossimi a noi, nonostante la loro posizione istituzionale sembri appartenere a un universo distante. Ed è precisamente qui che risiede la peculiare forza di questo romanzo: nella capacità di narrare l’eccezionalità senza mai abdicare all’empatia.
In diversi passaggi emergono richiami alla storia recente, che ancorano sapientemente la narrazione alla cronaca contemporanea, rendendo l’esperienza di lettura ancora più avvincente. Non si tratta di un’opera distopica, elemento che già lo distingue come uno dei titoli più originali nel suo genere: è un racconto radicato nella contemporaneità, di straordinaria attualità, che ci pone un interrogativo tanto semplice quanto destabilizzante – e se effettivamente tutto questo fosse plausibile, o addirittura autentico?
Con Il Conclave dei segreti, Filippo Fiore ci offre un romanzo stratificato, elegante e coinvolgente, che esplora le dinamiche del potere e gli imperscrutabili recessi della coscienza, le sottigliezze della strategia e la complessità di ciò che siamo quando nessuno ci osserva.
Il Conclave dei segreti di Filippo Fiore, Edizioni Arpeggio Libero Pagine 324 _ 18,00 euro. Recensione a cura di Morena Di Giulio per Lib(e)ri di leggere.
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