Dream Book

“Una piccola pace” di Mattia Signorini: recensione libro

Ci sono volte in cui pensi di aver perso tutto, finanche i ricordi. Quelli di cui vuoi liberarti perché la loro memoria ti opprime. Si tratta, perlopiù, di decisioni non volute,  ma necessarie per mettere un punto. Alla fine, pensi che ogni cosa sia servita per formare il carattere.

L’anima, invece, l’hai nutrita mettendo in discussione quello che non ti tornava cercando di dare pace a ciò che ti fiaccava i pensieri. Le colpe, i risentimenti, i rimorsi, sono micidiali se non trovi un punto da cui ripartire. Stringi alleanze con le promesse fatte per mantenere la solidità d’animo. Le assenze pesano e quando si è al fronte pesano di più. In guerra, chi combatte, è uguale. Nemici con le stesse paure, ma si può diventare amici con le stesse speranze. I confini li delimitano le trincee, il cuore non ha questi limiti. Un amico può essere e diventare tale quando il cuore ha già deciso, solo così si parla la lingua della pace. Nulla può sbiadirne la memoria.In Una piccola pace di Mattia Signorini finisci nelle vite di alcuni soldati che combattono per qualcosa che va oltre al richiamo della Patria. Ognuno ha i suoi motivi. La Grande Guerra porta molti uomini sul campo, giovanissimi compresi. Un fuciliere, nella Tregua di Natale del 1914, consegna in trincea un piccolo grande esempio di pace. Tedeschi ed inglesi uniti, non più nemici. Due di loro hanno le identiche paure, fanno gli stessi pensieri e prendono la stessa decisione. E, anche se solo come tregua, sarà pace.Il romanzo è bellissimo. Il libro è scritto molto, molto bene. La narrazione scivola su due piani temporali distinti e questo rafforza l’asse della storia. Lo stile è empatico. Non c’è nessuna imperfezione e il lettore si veste di commozione.

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“Una piccola pace” di Mattia Signorini, edizioni Feltrinelli.  Dream Book.

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Giornalista pubblicista, autrice e conduttrice di programmi Tv. Ho la passione per i libri, lo stile, la scrittura e la cronaca nera. I libri mi accolgono sempre come una signora, posandomi sulle spalle uno scialle di titoli e di emozioni.

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