Si torna al punto di partenza, da dove si è deciso di andare, di lasciare per prendere e scoprire altro. L’insoddisfazione, l’ambizione, la mancanza di sbocchi per un futuro dignitoso, sono delle buone ragioni per partire. Restano il ricordo, gli affetti. Poi tutto cambia anche il modo di vedere e di percepire cose e situazioni.

In Leuta di Mario Falcone entri nell’intimo conflitto di Enrico Criaco, scrittore di successo. Il protagonista, dopo cinquant’anni, torna a Leuta, l’isola posizionata tra Malta e Lampedusa. È lì che è nato e cresciuto. Enrico ritorna per mettere ordine alla propria esistenza e anche per riconnettersi con un doloroso passato che, appena diciottenne, lo ha costretto ad andare via portandosi dietro i tanti nodi ancora da sciogliere della sua vita. Lo scrittore è stanco e disilluso. E Leuta è il luogo in cui intende rimettere insieme i cocci di una vita di successo, di errori, di perdite, di scelte sbagliate.
Il romanzo è emotivo. La narrazione è fluida, evocativa. La scrittura è intensa, valida.
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