Alcuni fatti sono assurdi, inconcepibili. Gli stessi fatti, inseriti in un contesto storico diverso e antico, assumono un valore diverso. A fare la differenza, in primis, è il peso culturale. Quando manca o è solo appannaggio di pochi, la situazione diventa ancora più grave perché si vive nell’ignoranza e nella subordinazione al potere. Poi, la superstizione fa il resto peggiorando le cose.

In Il Leviatano di Rosie Andrews ti addentri in una storia a tinte fosche. Norfolk, 1643. Thomas, un soldato semplice, torna a casa per una ferita da guerra e per la richiesta, urgente, della sorella Esther, di rientrare. La ragazza ha sedici anni. Ha un carattere riservato, è timida e solitaria. Scopre che la serva Chrissa Moore ha una relazione con suo padre. Quando il fratello arriva a casa trova il disastro. Il bestiame è stato sterminato senza alcuna causa apparente, il padre è allettato e in fin di vita. Per Esther la serva è una strega. Thomas deve capire. La strada verso la verità è lunga, ma porterà alla luce un segreto, terrificante.
Il romanzo è tutto in salita. È un concentrato di sentimenti forti che accendono nel lettore una pressante curiosità. La storia ha dell’incredibile. La scrittura è magnetica.
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“Il Leviatano” di Rosie Andrews, edizioni Neri Pozza. Dream Book.




