Il talento da solo non basta. È una buona base, certo. Ma va rinvigorito, affinato, con lo studio, con la preparazione, con il costante impegno per renderlo, poi, un successo. La fama arriva con i sacrifici. Scansarli significherebbe non conoscere il proprio valore mandando in frantumi sogni e aspirazioni. Il talento va curato, alimentato, messo sottopressione. Va anche aiutato.

In La sirena di Posillipo di Paolo Jorio conosci la storia di Adriana Basile, una donna fuori dagli schemi, e la sua passione furiosa per la musica. Adriana, oltre ad una bellezza incantevole, ha anche un grande talento: ha una voce capace di ammaliare come il canto delle sirene. La Napoli seicentesca è il palcoscenico perfetto per la sua straordinaria voce. Adriana Basile è determinata a raggiungere la sua gloria. Nell’ascesa del successo, l’aiuta la madre che tesse relazioni e coltiva interessi con la parentela della sua casata, decaduta. La signora vuole riprendersi il titolo nobiliare che ha perso e far entrare la figlia nelle corti che contano. La donna ha un segreto inconfessabile e Adriana, sempre su consiglio della madre, impara a padroneggiare anche il suo potere femminile con gli uomini di successo, pensando anche alla sua reputazione. La sirena di Posillipo vuole diventare una leggenda. Ha una rivale, Angela, altrettanto brava nel canto e altresì bella. Le due, coetanee, diverse per carattere ed estrazione sociale, saranno simili nella rivalità non si ferma dinanzi a nulla.
Il romanzo è meraviglioso. La storia ha un fascino particolare. La scrittura è magnetica. I personaggi, dai principali ai secondari, hanno una potenza incredibile. Tutti hanno una forte personalità e ognuno lascia il lettore stupito dalla bellezza che porta e trasmette.
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“La sirena di Posillipo” di Paolo Jorio, edizioni Rizzoli. Dream Book.




