A voice from apart

“Firmino” di Sam Savage: recensione libro

Dopo soli quattro giorni dalla partenza, alle ore 23:40 del 14 aprile del 1912, all’epoca la più maestosa e lussuosa creazione navale del mondo, frutto dell’ingegno e delle abilità umane, a cui era stata attribuita il nome di Titanic, ritenuta da molti “praticamente inaffondabile”, naufragò per lo scontro con un iceberg, presente al largo dell’isola canadese di Terranova, non visto. Forse – chi lo sa? – nella terza classe aveva trovato “soggiorno” anche un topolino, sebbene sono sicuro che, nel caso ci fosse stato, non avrebbe potuto essere come Firmino, il protagonista del libro del quale cercherò di lasciarvi qualche mia impressione.

Considero “Firmino” di Sam Savage un iceberg!

Il libro in questione è, appunto, “Firmino” di Sam Savage. Ora, mi rendo conto che probabilmente la storia del Titanic con la quale ho iniziato questa mia “presentazione” c’entra poco con la storia di Firmino, ma è proprio quella che mi è venuta in mente appena l’ho finita e non per la tragicità della storia o perché sia “la più maestosa e lussuosa creazione [letteraria] del mondo”, no, solo perché mi è venuto in mente l’iceberg e l’associazione con il tragico evento del Titanic è stata subitanea. Quello che cerco di dire è che considero “Firmino” di Sam Savage un iceberg! Sì, questa storia, che ha tutte le fattezze di una favola, e come tale anche un po’ nera come tutte le favole che si rispettino, non solo si “presenta” sotto quella veste, rappresentando la cosiddetta “punta dell’iceberg”, ma, proprio come esso, nasconde sotto la superficie qualcosa di più grande, di più profondo, di più nascosto.

La trama di “Firmino”

La storia racconta la vita di Firmino, un piccolo topolino, ultimo di tredici fratelli e sorelle, che hanno nei suoi riguardi atteggiamenti sprezzanti, prepotenti se non proprio di totale indifferenza. A causa loro, Firmino riceve poco cibo ed è ineludibilmente il più esile tra i suoi fratelli e tra le sue sorelle. È a causa di questa sfortunata condizione, però, che Firmino, nato come i suoi fratelli in una libreria – Pembroke Books – da una madre alcolizzata, entra a contatto con i libri; sì, certo, all’inizio per cibarsene, ma non ci metterà molto a capire che questi libri sono anche cibi per la mente, se solo li si legge, e da quel momento in poi inizierà davvero la vita di Firmino, una vita decisamente inusuale per un topolino.

Che cosa si cela sotto questa favola?

Sam Savage
(Fonte: www.midwestreview.org)

Non vi è dubbio che essa rappresenta, intanto, la vita, piena di alti e di bassi, ed è altresì indubbio che rappresenta quella di un lettore, nello specifico, dal momento in cui, per la prima volta, incontra un libro a quando si accorge che la lettura può accomunare le persone ma può anche farle sentire sole, allorquando si è attorniati da individui che non condividono la nostra stessa passione, come accade, a esempio, a Firmino coi suoi fratelli e le sue sorelle.

“Firmino” è anche un’apologia del “potere della lettura”

Non si può negare poi che questo libro è una magnifica e riuscitissima apologia del “potere della lettura”: leggendo i libri, anche chi è afflitto dai più numerosi impedimenti – quanti ne ha avuti Firmino nel tentativo di comunicare con gli esseri umani! – riesce a entrare in quel mondo così caotico e imprevedibile, causa di quelle faticose afflizioni, che è la vita. Si può così essere trasportati in Inghilterra, attraverso i romanzi di Jane Austen o di Elizabeth Gaskell, a Berlino negli anni che precedettero l’ascesa di Hitler al potere con “Addio a Berlino” di Christopher Isherwood oppure edotti sullo stile Liberty, sulle riflessioni del filosofo e matematico Bertrand Russell – e “Firmino” è indubbiamente un piccolo volume di filosofia e di psicologia insieme, tra le altre cose –, su come si costruisce una sonda spaziale, sulle probabilità con le quali può verificarsi un certo evento, sui teoremi matematici o, ancora, sulle leggi fisiche che governano la nostra realtà. Addirittura, leggendo, è possibile creare, inventare collegamenti tra queste e centinaia di migliaia di altre cose.

Che cosa posso dirvi ancora?

Fate attenzione all’iceberg qualora decidiate di leggere questo libro, fate attenzione, cioè, anche ai suoi significati profondi – che non penso proprio si esauriscono in quelli indicati qui –, altrimenti potreste fare la fine del Titanic – che Dio non voglia! – naufragando a causa di un’interpretazione troppo “superficiale” di “Firmino”. Non mi resta, a questo punto, che augurarvi «buona lettura!»

“Firmino” di Sam Savage, edizioni Einaudi editore. A voice from apart.

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