Lunedì poesia

Lunedì poesia: Giulia Fuso legge Tommaso Di Dio

Lunedì Poesia a cura di Giulia Fuso. Per la puntata di oggi di Lunedì Poesia Giulia Fuso legge per noi “Verso le stelle glaciali” di Tommaso Di Dio, Edizioni Interlinea.

Lunedì poesia:
Lui è Tommaso Di Dio
Il libro è VERSO LE STELLE GLACIALI
edito da interlinea edizioni

Seduti sulle sedie; o in piedi
dietro il banco. Avevano sonno, avevano
memoria e disastri. L’uomo al bar
voleva togliere
la corona metallica con i denti; mentre una donna
precipitata
dentro un non amore. Fra le cosce. Oppure
dentro il bicchiere. Oppure fuori
sotto il tendone, sotto.
Oppure fuori, sotto il tendone, sotto
il primo sole inerte e cieco di gennaio
quanta sparita vita
per la materia va, con le braccia
come un cieco a toccare.

Nessuno qui
si toglie il cappotto; hanno
freddo questi umani.

Buon ascolto!

Lunedì poesia:Lui è Tommaso Di DioIl libro è VERSO LE STELLE GLACIALIedito da interlinea edizioni•Seduti sulle sedie; o in piedidietro il banco. Avevano sonno, avevanomemoria e disastri. L'uomo al barvoleva toglierela corona metallica con i denti; mentre una donnaprecipitatadentro un non amore. Fra le cosce. Oppuredentro il bicchiere. Oppure fuorisotto il tendone, sotto.Oppure fuori, sotto il tendone, sottoil primo sole inerte e cieco di gennaioquanta sparita vitaper la materia va, con le bracciacome un cieco a toccare.Nessuno quisi toglie il cappotto; hannofreddo questi umani.

Pubblicato da Giulia Fuso su Lunedì 11 maggio 2020

Sinossi del libro “Verso le stelle glaciali” di Tommaso Di Dio

tommaso di dio verso le stelle glaciali

Un libro che propone quattro itinerari: ognuno, attraverso strade e mappe diverse, conduce inequivocabilmente alla stessa destinazione. Immagini, poesie e prose muovono alla ricerca di un sentiero possibile nella vita: dalla cruda realtà urbana, attraverso le corsie di un ospedale e le grotte della preistoria, si giunge a un luogo immaginario, al di là dell’oceano, in un continente dove si ritrova un «segreto futuro, che non dimentica tutto ciò che è stato». Come confessa l’autore, «vorrei che ogni linea della mia poesia coincidesse con un respiro, senza barare e senza virtuosismi, perché ogni verso sia prova e contemplazione del fiato che finisce».

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