Lunedì poesia

Lunedì poesia: Giulia Fuso legge Julio Cortázar

Lunedì Poesia a cura di Giulia Fuso. Per la puntata di oggi di Lunedì Poesia Giulia Fuso legge per noi “La ragioni della collera” di Julio Cortázar, edizioni Fahrenheit 541.

Lunedì poesia: Julio Cortázar – Le ragioni della collera

Guarda, non chiedo molto,
solamente la tua mano, tenerla
come una piccola rana che così dorme contenta.
Io ho bisogno di questa porta che aprivi
perché vi entrassi, nel tuo mondo, questo pezzetto
di zucchero verde, di tonda allegria.
Non mi presti la mano questa notte
di fine d’anno, di civette rauche?
Tu, per ragioni tecniche, non puoi. Allora
io la tesso nell’aria, orrendo ogni dito,
e la pesca setosa della palma
e il dorso, questo paese d’alberi azzurri.
Così la prendo così la sostengo, come
se da ciò dipendesse
moltissimo del mondo,
il succedersi delle stagioni,
il canto dei galli, l’amore degli uomini.

Buon ascolto!

Guarda, non chiedo molto,solamente la tua mano, tenerlacome una piccola rana che così dorme contenta.Io ho bisogno di questa porta che apriviperché vi entrassi, nel tuo mondo, questo pezzettodi zucchero verde, di tonda allegria.Non mi presti la mano questa nottedi fine d'anno, di civette rauche?Tu, per ragioni tecniche, non puoi. Alloraio la tesso nell'aria, orrendo ogni dito,e la pesca setosa della palmae il dorso, questo paese d'alberi azzurri.Così la prendo così la sostengo, comese da ciò dipendessemoltissimo del mondo,il succedersi delle stagioni,il canto dei galli, l'amore degli uomini.Lunedì poesia:Julio CortázarLe ragioni della collera

Pubblicato da Giulia Fuso su Lunedì 20 aprile 2020

Sinossi del libro “Le ragioni della collera” di Julio Cortázar

Le preziose poesie del grande narratore argentino, la sua scrittura segreta e sotterranea. Cortàzar, raffinato edificatore di architetture verbali, dove dominano il gioco dell’intelligenza e dell’immaginazione, la trasgressione dei codici, la decontestualizzazione degli oggetti e dei personaggi, è poeta continuamente sospeso fra la ricerca della rottura nell’ordine (del mondo, delle cose, della poesia stessa) e la possibilità della costituzione di un nuovo ordine. Per questo è un rivoluzionario nei contenuti e nel linguaggio poetico, dove la lingua è oggetto di negazioni, spostamenti, violenze, duplicazioni e scambi.

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