“Ma io quasi quasi” di Michele Bitossi: uno sguardo fresco e onesto su un quarantenne irrisolto

MA IO QUASI QUASI (Michele Bitossi)
(Accento edizioni)
Era da un po’ che giravo intorno ai libri di Accento Edizioni senza mai decidermi, ma quando è uscito questo “Ma io quasi quasi” non ho avuto più dubbi e, come spesso accade, il colpo di fulmine è stato ripagato da una gran bella lettura.
Bitossi ci racconta sei giorni di un uomo, Riccardo, un quarantenne irrisolto che sta vivendo un momento molto difficile in quanto rischia di non poter più rivedere la sua bambina, e lo fa con una scrittura molto contemporanea che non fa sconti alle sue tante debolezze, ma forse, proprio per questo sguardo impietoso e per nulla edulcorato su un uomo pieno di difetti, ci consegna un protagonista onesto, vero, che non cerca di sembrare migliore di quel che è, e soprattutto è disposto a fermarsi, guardarsi dentro, e cercare di fare ordine nel caos della sua vita.
E come se Riccardo ci dicesse “guardatemi, io sono questo, la mia vita è uno schifo, ho fatto errori su errori, ma cerco di rimanere a galla, cerco di convivere e sopravvivere a tutte le mie mancanze.“

Sei giorni di trepidazione
Assistiamo ai sei giorni di attesa che lo separano da una sentenza che può cambiare completamente la sua vita di padre e insieme a lui, quasi quasi, sentiamo anche noi il bisogno spasmodico di idratarci continuamente le mani secche con la Nivea, proviamo disperatamente a riprendere a fumare senza riuscirci, andiamo a cercare giovani talenti nelle squadre di calcio della serie C, mandiamo a monte una relazione perché in fondo in fondo, la relazione più complicata e irrisolta che ci trasciniamo ormai da troppo tempo è quella che abbiamo con noi stessi…

Profondo, ma fresco
Ne viene fuori un racconto profondo, ma fresco, che avrebbe tutti i presupposti per essere drammatico e che invece ci arriva addosso come una commedia brillante e piena di ironia, seppur amara, capace di guardare alla maturità e alle responsabilità come una meta raggiungibile non necessariamente attraverso l’età, ma grazie ad un sentimento che per il nostro uomo fa da propulsore e invade ogni sua cellula, l’amore per sua figlia.
Credo proprio che avere un atteggiamento ironico e autoironico anche nei momenti più bui della vita sia l’unica vera arma per uscire vivi da situazioni che ci mettono al tappeto.
La poltrona in fiamme della copertina ci trasmette esattamente la sensazione di attesa bruciante del protagonista, quell’ansia per la decisione che qualcun altro deve prendere per la tua vita e che si trasforma in un fuoco che ti impedisce di rimanere fermo ad aspettare, che ti secca la pelle.

Musica e letteratura
Scopro che Michele Bitossi viene dal mondo della musica, è un cantante e autore di canzoni finora a me sconosciuto, ma andando a curiosare ho trovato un po’ di cose niente affatto male e, su tutte, la canzone “Sono non sono” che, oltre ad essere molto bella, secondo me rappresenta in pieno la personalità del protagonista del libro.
Sono stata davvero molto felice di questa lettura e di questo doppio arricchimento, letterario e musicale.
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“Ma io quasi quasi” di Michele Bitossi, Accento edizioni. Un libro tra le mani.



