“Il concorso” di Sara Mesa: burocrazia e inquietudine esistenziale

IL CONCORSO di Sara Mesa
(La Nuova Frontiera)
Ho letto tutto di lei e quello che mi piace moltissimo di questa autrice è la capacità che ha, ogni volta, di riuscire a cogliere la tensione anche laddove non immaginereste che ci sia.
In questo romanzo siamo nel luogo più noioso che esista, gli uffici dell’amministrazione pubblica, eppure lei ha trasformato la calma piatta di un lavoro quasi inesistente in un qualcosa di torbido, di teso e inatteso.

Burocrazia e inquietudine
Ha preso la burocrazia, le inutili lungaggini, le perdite di tempo, le trafile, il continuo giocare a rimpiattino delle varie sezioni, e ne ha fatto materia di inquietudine.
Sì, perché Sara, la protagonista della storia, ha ottenuto un impiego temporaneo nella pubblica amministrazione, ma scopre ben presto che la sua presenza all’interno di quegli uffici è assolutamente irrilevante, non ha nulla da fare e nessuno con cui interfacciarsi.
Il “nulla” diventa ben presto il protagonista assoluto delle sue giornate e il motivo per cui viene pagata.
Ma lei, a differenza di tutti gli altri, se ne vergogna.
Ed ecco che il romanzo indaga il senso di vuoto esistenziale che si viene a creare in una situazione surreale come questa, e ci pone davanti a diversi interrogativi.
Cosa fare?
Eseguire gli ordini e aspettare?
Aspettare quanto? E cosa?
Quanto tempo si può stare seduti ad una scrivania vuota piazzata in mezzo al nulla senza fare niente prima di impazzire?
Lasciarsi cadere in questa voragine di senso senza porsi alcuna domanda?
O cercare di colmare questo vuoto e reagire?
Ma reagire come?

Accettare questa eterna attesa equivarrebbe un po’ a morire, a sparire negli ingranaggi di un sistema fasullo, quindi Sara ha bisogno di fare qualcosa. Deve.
E lo fa.
Piccole cose, gesti minimi per sentirsi ancora viva.
Poi la ribellione cresce e prende una via un po’ infantile, decisioni superficiali prese quasi per gioco, senza pensare troppo alle conseguenze.
Eppure, per quanto ai suoi occhi sia trascurabile, la sua insubordinazione genererà uno scompenso nei falsi equilibri di chi lavora con lei e tutto sembra precipitare.
Ma giocare a carte scoperte le permetterà di capire chi è e cosa vuole veramente.
Un libro politico e alienante.
Sara Mesa è una grande conferma, un grande talento, una maestra della tensione psicologica, della manipolazione e delle contraddizioni interiori.
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“Il concorso” di Sara Mesa, La Nuova Frontiera . Un libro tra le mani.



