Un libro tra le mani

“Con tutto il mio cuore rimasto” di Rosario Palazzolo, recensione: Un libro tra le mani.

CON TUTTO IL MIO CUORE RIMASTO

Di cuore, dopo questo libro meraviglioso, me ne è rimasto davvero pochissimo, e pure tutto stropicciato, ammaccato, “mutozitto“, perché questo romanzo, va detto, te le toglie proprio tutte, le parole.
Bello, di una bellezza geniale… un libro che non è quello che dichiara di essere all’inizio, ti fa credere delle cose e poi, piano piano, avverti che qualcosa non torna, percepisci un cambio di prospettiva, la storia si rivela in tutta la sua potenza, e tu dovrai rivedere tutto, tornare indietro e dare un senso a quei dettagli a cui prima non avevi prestato attenzione e che, invece, racchiudevano il senso di tutto.
Praticamente un libro che si legge due volte.
E la seconda fa più male della prima, ma è ancora più bella.

Direte voi, ma quale bellezza ci può essere nel dolore?

Beh, quando è la letteratura a farlo, quando il dolore è modellato dalle mani (leggi “dall’anima”) di uno scrittore di talento capace di trasformarlo in arte, in emozione, allora sì che diventa bellezza.
Bellezza commovente, come può essere quella di una casa abbandonata, di un vaso antico sbeccato, di un fiore sbocciato tra le macerie…

Palazzolo ci racconta una storia che non si può raccontare, si può solo leggere (leggerla ad alta voce sarebbe proprio l’ideale), ma non si può ridurre ad una sinossi perché sono necessarie proprio le parole che ha usato lui, la loro musicalità, il loro ritmo, quelle espressioni dialettali che si fondono con un linguaggio parlato un po’ sgrammaticato, un po’ poetico, tanto fanciullesco quanto crudo e travolgente.
Unico.

Una prosa che ti si attacca addosso e non ti molla più.

La seconda di copertina ci parla di un ragazzino segregato in una stanza buia, con la porta sprangata dall’esterno da due donne.
Ma voi non potrete mai immaginare cosa si nasconde dietro questa immagine, e spazzate via ogni pensiero che si tratti di un thriller, un noir o qualcosa del genere… no, questa è una storia di verità e vergogne sepolte a suon di palate di sterco.
Di un mondo capace di commettere azioni spaventosamente ignobili in nome di un’apparenza, di una verità socialmente accettabile anche se in realtà è una menzogna, è un abominio.
Un’oscurantismo che non guarda in faccia a niente…
Una cultura chiusa, buia, soggiogata dal potere di una religione che, in nome di un Cristo martoriato sulla croce, non fa altro che continuare a pugnalarlo nel costato, ancora e ancora…
Tratta del tradimento di chi sa e non parla, non agisce, omologandosi agli attori di questa tragica farsa.

Per la storia narrata, per la lingua usata (grande punto di forza del romanzo), per la struttura letteraria e per la potenza emotiva sprigionata… questo libro è tra i più belli, intensi e struggenti mai letti.

P.s. Auguro a tutti i “padriettorini” sparsi per il mondo un “eterno dolore” (perché non esiste una preghiera così?… dovrebbero inventarla!)
Un eterno dolore dona loro Signore, brucino adesso nelle fiamme perpetue, che si tormentino nella dannazione, amen.
Non tacciatemi di blasfemia, lo sono molto di più tutti i “Cristo in terra” con le mani sporche di sangue.

 

“Con tutto il mio cuore rimasto” di Rosario Palazzolo, Arkadia editore. Un libro tra le mani.

 

Antonella Russi

Nata a Taranto, classe '76. Lettrice per passione, da sempre.

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