Un libro tra le mani

“Acqua storta” di L.R. Carrino: La camorra ed i suoi codici

ACQUA STORTA (L.R. Carrino)

(Meridiano Zero)

 

“L’onore è più forte della carne, è più forte del sangue”.

La prima cosa che noti leggendo questo libro è la sua struttura, l’architettura letteraria che Carrino ha scelto per raccontarci cio che per la Camorra è “una bestemmia sull’altare di Santa Chiara“.

Una storia che inizia quasi dalla fine, a poche ore da quella che sarà la scena finale, dando vita ad una narrazione a ritroso degli eventi degli ultimi tre giorni.

La Camorra ha i suoi codici, le sue regole, si sa.

E si sa anche che non esistono eccezioni, parentele o affetti che possano far vacillare la volontà di chi è tenuto a punire chi sbaglia, chi manca di rispetto, chi si macchia di disonore.

Lo sa bene anche Giovanni, figlio del boss Don Antonio “Acqua Storta“, ma nonostante tutto ci prova ad essere felice, a vivere quelle emozioni che non riesce più a far tacere, cedendo alla tentazione, al peccato…

Se sei un uomo in quel mondo di orecchie “appizzate“, puoi fare tutto, comandare, uccidere, stuprare, avere moglie, figli e puttane in quantità, ma non puoi essere “contronatura“.

Come un novello Brunetto Latini dantesco, Giovanni sarà condannato al III girone dell’Inferno, nel settimo cerchio, e la mano che lo punirà sarà una mano vicina, vicinissima, una mano che non ha scelta, carica di una rassegnazione nata prima di lei, perché “quando si sbaglia, si sbaglia e non ci stanno santi“.

 

“Per una volta, una sola volta, abbiamo fatto finta di non sapere che noi, la luce, ce la dobbiamo scordare.

E invece di fuggire, abbiamo messo fuori la testa dal mucchietto di terra per vedere che colore tiene il vento, per vedere dove finisce il mare “

 

Potremmo essere portati a pensare che il filone letterario “camorristico” sia già bello intasato (benché questo romanzo sia del 2008 e quindi precedente a tanti altri), pieno di tutti quei cliché che da molti anni ormai sono entrati nelle nostre case, attraverso film, serie TV, libri e telegiornali… eppure “Acqua Storta” ha in sé qualcosa che va oltre il già visto e sentito, oltre la Napoli dei palazzi vecchi, dell’abuso edilizio, del contrabbando di sigarette, i vicoli, le piazze dello spaccio, oltre i matrimoni combinati per il potere, la violenza nel carcere, i festini, la droga, il sesso e le perversioni, oltre il dio denaro a cui tutto si piega, i boss nascosti nei bunker e la musica neomelodica.

C’è tutto, intendiamoci.

Ma la differenza la fa chi scrive, per come scrive.

Carrino ha qui uno stile che lavora in sottrazione, toglie, toglie, toglie, fino a lasciare solo lo scheletro di una storia di carne e dolore che si fa divorare, che ai miei occhi non poteva che essere raccontata così, con poche parole ma ognuna al posto giusto, impeccabili.

Parole che riescono ad essere abisso e poesia.

Abisso.

Poesia.




 

 

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“Acqua storta” di L.R. Carrino, Meridiano Zero. Un libro tra le mani.

Antonella Russi

Nata a Taranto, classe '76. Lettrice per passione, da sempre.

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