“A ciascuno il suo terrore” di Alessandro Garigliano: Anatomia della paura

A CIASCUNO IL SUO TERRORE (Alessandro Garigliano)
(TerraRossa edizioni)
Questo è un libro molto particolare, lontano da ogni cosa io abbia letto finora, un romanzo che sfugge a qualsiasi definizione e che, proprio per questo, spiazza, disorienta, laddove il disorientamento è qualcosa che genera riflessioni autentiche.
Garigliano in questo libro riesce a fondere cronaca e letteratura: prende un avvenimento realmente accaduto, gli cambia collocazione, e lo rende scenario della storia in cui si trova e si muove il nostro protagonista.
L’avvenimento in questione è senza dubbio la tragedia di Piazza San Carlo, a Torino nel 2017, quando durante la finale di Champions League proiettata in piazza, ci fu una vera e propria paura collettiva dovuta a un presunto attacco terroristico, un panico di massa che causò moltissimi feriti e la morte di una donna.
Nel libro, un ragazzo (senza nome) con la sua fidanzata si trovano proprio in mezzo a questo parapiglia, in questo fuggi fuggi disperato: corpi che corrono, che si scontrano, che si travolgono, corpi a terra, corpi calpestati, bambini smarriti, madri disperate…
Da quel giorno lui precipita in una spirale di paura e paranoia che gli impedisce di fare qualunque cosa all’infuori del cercare informazioni sul presunto attentato (e su un ipotetico attentatore-kamikaze che lui si convince di aver individuato in un animatore di feste per bambini) e guardare, in maniera quasi ossessiva, un’inquietante serie TV che tratta il tema del cannibalismo (serie descritta magistralmente oltretutto!), quasi a voler esorcizzare la violenza e circoscriverla dentro uno schermo.

L’aver vissuto quel dramma lo cambia profondamente, prima aveva una vita, un lavoro, una relazione, poi tutto implode.
Nel romanzo, Garigliano coniuga finzione e realtà, e inserisce tra le riflessioni e le inquietudini del protagonista anche una carrellata delle varie stragi degli ultimi vent’anni, un vero e proprio viaggio nel terrore, quello di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Ognuno di quegli avvenimenti ha lasciato un segno indelebile in tutti noi, anche quando pensiamo di averli dimenticati, di averli superati, è come se il seme della paura oramai ci abitasse, pronto a crescere e manifestarsi in determinate situazioni.
E l’autore ci restituisce proprio questo, una vera e propria anatomia del terrore.
Ma ci dice anche un’altra cosa importante: che il terrore è personale, non si divide né condivide (neanche con chi amiamo), ognuno di noi è completamente solo nel gestirlo.

La narrazione è lenta, placida, riflessiva, segue il ritmo dei pensieri del protagonista che si arrovellano su se stessi, è come se le sue ossessioni si nutrissero della sua energia e del suo tempo, che rallenta inesorabile verso una forma di distacco totale dalla realtà da cui, forse, ne uscirà (seppur a brandelli), solo venendo a patti con il lato più animalesco che vive in lui.
“A ciascuno il suo terrore” non è un libro di trama, ma è un libro di pensiero interiore, intenso, per certi versi inquieto, che fa i conti con quello che resta in chi ha subito un trauma.
Per chi non ha paura di ritrovarsi da solo in mezzo alle macerie.
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“A ciascuno il suo terrore” di Alessandro Garigliano, TerraRossa edizioni. Un libro tra le mani.



