Tanta ancora vita, Viola Ardone: una storia che vi entrerà nel cuore, destinata a restarci.
L’attesissimo romanzo di Viola Ardone non delude le aspettative, ma le accresce in un prodigioso gioco al rialzo.

La grande meraviglia è leggere l’ultimo romanzo di Viola Ardone, Tanta ancora vita, e veder confermate le aspettative, altissime, di chi ha amato i suoi libri precedenti.
C’è una frase, in questo romanzo, che scava dentro: «Questo fanno i bambini alle persone. Le sincronizzano sul tempo dell’amore». Ed è quello che fa il piccolo protagonista, Kostya, scappato dagli orrori della guerra in Ucraina per raggiungere la nonna Irina, domestica a Napoli. È negli intrecci delle vite più distanti tra loro che il prodigio delle storie di Viola Ardone trova compimento, facendo posto all’inaspettato, ai segreti “che non sono bugie”, al dolore per i figli persi lenito dall’illusione che torneranno, alla depressione che costringe a letto e allora tanto meglio attribuirle un nome proprio di persona, agli uomini dilaniati dalle bombe e dal tormento di preferire la vita alla patria.
Tanta ancora vita, tanto ancora splendore.

Ci sono abissi dai quali ci si nasconde, ma che eventi inattesi ti costringono a guardare negli occhi, ed è quello che accade a Vita, la donna per la quale lavora Irina, quando una mattina trova Kostya sullo zerbino di casa.
E poi c’è la voce autoriale della Ardone: potente, lirica, spietata e stregata. Una delle migliori scrittrici del nostro panorama letterario, in grado di plasmare personaggi che sono persone e che ti restano dentro come una ferita.
Questo romanzo è un dono, come quello che ricevono, sporco di ingiustizie, menzogne, paure e privazioni, i protagonisti di questa storia che attraversa strade buie per aprirsi, infine, alla dimensione della luce.
Una luce che lenisce e che, inducendo a salvare gli altri, si fa salvezza per sé stessi.
IL VINO
Il vino da abbinare a questa lettura è l’Aligoté, ricavato da uno dei vitigni più diffusi in Ucraina, è un vino bianco dal gusto secco e acido, come gli echi della guerra, con note di mela e limone che ricordano l’infanzia rubata.
CITAZIONI

“Viaggio da solo? Solo, rispondo, la mia Mate è lassù in cielo a frenare le bombe nemiche, il mio Tato è partito volontario per la nostra mattissima patria e io che faccio, secondo te, me ne resto ad aspettare che mi crolli la casa sulle orecchie o che mi rapiscano i crudeli facciadipeste per portarmi nei territori occupati?”
“Lavaggio, risciacquo e centrifuga. Il ciclo della lavatrice è come quello della vita ma per alcuni la centrifuga dura più a lungo, per il piccolo Kostya, da sempre: prelavaggio niente, lavaggio niente, risciacquo niente. Di quel rito di palingenesi che è il bucato conosce solo la centrifuga, forse per questo corre sempre, anche nel sonno, ha imparato che a star fermi è più facile essere presi di mira”.
Tanta ancora vita, Viola Ardone, Einaudi editore, a cura di Sopra le righe.



