Sopra le righe

Quindici anni, Vigdis Hjorth: l’arte di diventare adulti

Quando cadono le illusioni e si infrange l’innocenza

La prima cosa che ho pensato, leggendo Quindici anni, di Vigdis Hjorth (traduzione di Margherita Podestà Heir), è che per poterne apprezzare la grandezza occorre farsi piccoli. E possibilmente acquattarsi in un luogo nascosto, nel silenzio assoluto, così da poter percepire i sussurri di Paula, la quindicenne protagonista del romanzo.

In questo libro, infatti, tutto è lieve, bisbigliato, accennato. La prosa ha il tocco leggero delle carezze che riscaldano, le stesse che rassicurano Paula attraverso i rituali familiari che l’avvolgono come un gomitolo di lana. Il suo orizzonte è delimitato dagli sguardi dei genitori, rigidi osservanti cattolici, della sorella e del fratellino. Tutto, dalla scuola alle vacanze estive in casa della nonna, ha il sapore confortante di una vita tranquilla e abitudinaria, scandita da gesti e comportamenti sempre uguali.

Le certezze di Paula si incrinano in un giorno d’estate, quando scopre che le lettere che la madre invia alla nonna raccontano una realtà ben diversa: non quello che accade davvero, ma quello che l’esigente nonna vuole sentirsi dire. E così la bocciatura a scuola della nipote si trasforma in una promozione a pieni voti, le difficoltà lavorative del marito in un’importante promozione, i silenzi familiari in preghiere scandite a ogni ora del giorno.

Il difficile apprendistato dello sguardo

Quindici anni, copertina

Da quel momento per Paula nulla sarà come prima: come farà a conciliare la rigida dottrina familiare con questa nuova verità? Chi sono davvero i suoi genitori e perché hanno deciso di vivere una vita per procura, senza slanci e senza passioni? E quale sarà la rivalsa che Paula metterà in atto?

Quindici anni è una sottile anatomia della disillusione, in cui il passaggio all’età adulta coincide con la scoperta che ogni famiglia vive di narrazioni, omissioni e compromessi. Attraverso lo sguardo limpido della giovane Paula, la scrittrice mette in scena la frattura tra verità e rappresentazione, trasformando la crisi adolescenziale in una riflessione di ascendenza ibseniana sull’autenticità e sul peso delle convenzioni. Con una prosa essenziale, precisa e psicologicamente acuminata, l’autrice conferma la sua capacità di fare della vita domestica il luogo privilegiato dei grandi conflitti morali. Un romanzo elegante e perturbante, che ricorda come il primo vero atto di libertà sia imparare a guardare la vita con i propri occhi, senza più accettare illusioni ereditate.

IL VINO

Lettura da abbinare a un Riesling della Mosella: grande bianco, la cui lieve dolcezza iniziale lascia emergere una sorprendente profondità. Come l’adolescenza raccontata nel romanzo: apparentemente lieve, ma attraversata da inquietudini profonde.

Quindici anni, Vigdis Hjorth, Fazi editore, a cura di Sopra le righe.

LA CITAZIONE

“Paula non riusciva a concentrarsi, avvertiva uno strano fremito in corpo.  Non vedeva l’ora che tutto finisse, non vedeva l’ora di aver affrontato quel momento e di trovarsi dall’altra parte perché così avrebbe potuto scoprire con calma e tranquillità cosa le aveva fatto, perché le avrebbe fatto qualcosa, era ansiosa di sapere cosa. Solo quando qualcosa finiva, si capiva cos’era stato e qual era il significato, benché nulla finisse e passasse mai definitivamente”.

Michela Bilotta

Sono nata a Salerno e vivo da oltre dieci anni a Bruxelles, dove mi occupo di comunicazione e ufficio stampa. Giornalista pubblicista dal 2007 e sommelier professionista, ho maturato un’esperienza ventennale come direttrice creativa, editor e addetta stampa per case editrici, agenzie pubblicitarie, testate giornalistiche, ONG internazionali e istituzioni europee. Ho, inoltre, pubblicato guide turistiche, racconti e manuali per concorsi a cattedra. Ho sempre usato le parole per lavoro e per passione, e il mio amore per la scrittura è pari solo a quello per la lettura. La metrica dell’oltraggio, Jack Edizioni, è il mio primo romanzo edito e tratta dei diversi aspetti della violenza di genere partendo dalla tragica storia della poetessa Isabella Morra, assassinata dai fratelli, fino ad arrivare al fenomeno dei femminicidi oggi. Il libro ha destato l’attenzione della stampa nazionale, è entrato nell’elenco ufficiale dell’AIE come testo scolastico ed è stato presentato alla Camera dei deputati. Tre miei racconti sono stati pubblicati nell’Antologia “Ad alta voce”, a cura della scrittrice Sara Rattaro.

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