“Questo posto mi sta respingendo” di Andrea Martina: ritratto di una generazione schiacciata dalle aspettative
Le fragilità di chi cerca il proprio posto nel mondo

Alla luce delle recenti notizie di cronaca è ancora più difficile scrivere una recensione su questo libro che tratta un argomento drammaticamente attuale.
Cosa succede se non ci si sente all’altezza delle aspettative che gli altri nutrono nei nostri confronti? Cosa accade nella mente di ragazzi e ragazze che non riescono a gestire la pressione delle attese di famiglie e amici sul loro futuro?
È a questa domanda che tenta di dare una risposta Questo posto mi sta respingendo, romanzo di formazione che intreccia le vicende di Lucio e Atena, due studenti fuori sede che da un piccolo paese del Salento si trasferiscono a Torino per gli studi universitari.
Quando il meccanismo si inceppa

Lucio e Atena condividono lo stesso appartamento ma, mentre la carriera universitaria di Atena procede senza intoppi, quella di Lucio a un certo punto si arresta e sbatte contro le porte chiuse di un esame che diventa sempre più ostico e che si fa rappresentazione di un male di vivere che ricopre tutto di buio. Lucio non ha il coraggio di dire la verità ai genitori e finge che la laurea sia vicina, entrando, così, in una spirale asfissiante di bugie e omissioni dietro la quale si intravede, incombente e minaccioso, il rischio del gesto estremo. La vita di Atena, nonostante i successi universitari, si scontra invece contro la mentalità malavitosa che minaccia il padre, sindaco del suo paese. Malgrado la diversità del loro disagio, le rabbie di Lucio e Atena si uniscono nell’atto di ribellione che grida no e racconta di una generazione in bilico tra inquietudine e fragilità, fagocitata dalla paura di restare indietro in una società sempre più competitiva, orientata alla performance a tutti i costi e nella quale gli insuccessi non vengono mai normalizzati come esperienze formative.
Lo sradicamento di chi lascia la propria terra

Questo smarrimento generazionale, riprodotto dall’autore con una lingua semplice e diretta, ricorda le sculture di Bruno Catalano: opere di persone a cui mancano dei pezzi, a simboleggiare le radici perdute di chi è costretto a lasciare la propria terra, l’identità spezzata di chi deve partire. Tuttavia, mentre il soggetto delle sculture si aggrappa a quella valigia che contiene passato e ricordi, a riempire gli spazi vuoti interviene il cielo. Ed è bello auspicare che le vite dei ragazzi e delle ragazze che lasciano casa per cercare il proprio posto nel mondo si facciano pezzi di cielo da abitare di sogni.
IL VINO
Il vino da abbinare a questa lettura è un Nebbiolo, eccellenza piemontese che, con i suoi profumi che arrivano piano, si concede alla distanza, come chi si sente fuori posto.
Questo posto mi sta respingendo, Andrea Martina, 66thand2nd,a cura di Sopra le righe.
LA CITAZIONE
“L’effetto benefico sembra quasi esaurirsi al pensiero del peso che sta portando da tempo. Prima di partire ha detto ai suoi genitori di cominciare a prepararsi per la festa: ancora pochi esami e poi avranno un ingegnere in casa. In realtà Lucio è rimasto indietro, parecchio indietro: è da più di un anno che non passa un esame. Questo, però, i suoi genitori non lo sanno”.



