Silent book: cosa sono i “libri muti” che insegnano ai bambini (e agli adulti) a immaginare
Una proposta di attività didattica per la scuola dell’infanzia e la primaria

Cosa sono questi libri misteriosi? Libri silenti? Muti? Senza parole? Sì, sono proprio libri silenziosi fatti di grandi illustrazioni e privi di una narrazione scritta. Sono albi che non parlano, ma che ti fanno parlare, fantasticare e creare una storia, animandola con gli ambienti e personaggi che le immagini offrono.
Il linguaggio delle immagini e il ruolo attivo del lettore
La comunicazione è completamente iconografica, totalmente affidata al potere delle illustrazioni che hanno il compito di restituire una trama, evocando emozioni e suggerendo intensità e caratteristiche di sfondi, dinamiche e partecipanti.
L’elemento principe è chiaramente l’immagine. Foto e disegni sono i protagonisti di questi volumi che hanno l’obiettivo di trasformare il lettore, facendolo passare da una lettura per certi versi passiva –esperienza fruibile con un racconto già dato per scritto – a una posizione decisamente più attiva, invitandolo a partecipare come co-autore, co-costruendo una storia attraverso le sue illustrazioni.
Da questa prospettiva muta completamente il punto di vista del lettore, che diventa a tutti gli effetti un operatore della narrazione. L’illustratore-autore presenta le basi di una vicenda che il lettore dovrà inventare raccontando le immagini per come esse gli arrivano: in base al suo personale sentito, alle esperienze, al gusto, alle capacità interpretative, alla sua emotività ed empatia; insomma in base alla sua autenticità. Ne consegue una produzione artistica e poetica strettamente legata all’identità di colui che legge.
Pensiero, immaginazione e riscrivibilità: storie sempre nuove per tutte le età
Le immagini stimolano le nostre abilità di pensiero logico, creativo e immaginifico nonché la nostra capacità emotiva nell’elaborare una storia mossa da sentimenti e sensazioni. Un complesso processo di codifica che conduce a una narrazione che non può non avere in sé un carattere lirico, unico e irripetibile: quel pizzico della nostra personalità.
Altra peculiarità di questi libri è la riscrivibilità. Questi libri promuovono molteplici possibilità interpretative che naturalmente variano da individuo a individuo, da età a età, ma anche dalla sensibilità emotiva legata a situazioni e stati d’animo contingenti. Lo stesso lettore ha dunque la garanzia di poter risignificare le medesime immagini con una chiave soggettiva diversa, sviluppando e dando vita ad altre narrazioni e altri epiloghi.

Esistono svariati silent book in commercio destinati sia bambini che ad adulti. In base alle fasce d’età possiamo vedere volumi molto colorati, anche tattili con elementi in rilievo, con toni accesi, contorni ben definiti, semplici e figure più o meno elementari o, al contrario, proposte che seguono una linea più essenziale ed elegante preferendo l’ausilio di scatti fotografici, schizzi a mano libera, campiture in bianco e nero o le tinte in seppia. Progetti dedicati ai ragazzi e ai più maturi che puntano su idee originali con motivi astratti e meno espliciti per dare maggiore libertà al potere interpretativo del lettore.
In tutti i casi, per tutte le età, l’aspetto fondamentale resta sempre l’interpretazione delle illustrazioni e la loro forza di fascinazione. L’impatto visivo determina suggestione e coinvolgimento sollecitando una precisa risposta cognitiva di osservazione, analisi e composizione. La comprensione della singola unità grafica cede il testimone a una più ampia visione d’insieme per unire e contestualizzare le scene all’interno di una pertinente cornice narrativa che, al contempo, si sta formando.
Educare alla lettura delle immagini: un percorso cognitivo-emotivo
Un’attività non proprio semplice che prende avvio dallo studio di un elemento sconosciuto, con l’obiettivo di scoprirlo e quindi avvicinarlo, affinché acquisisca la necessaria “familiarità” per poter essere assimilato e inserito nell’intreccio di una storia, capace di raccontare anche altro. Si tratta di un percorso di costruzione di matrice cognitivo-emotiva che ricalca le prime esperienze di lettura di un bambino, quando viene invitato a osservare un libro illustrato. Progressivamente, attraverso l’esercizio, il bambino sarà in grado di compiere un lavoro sempre più accurato e consapevole, sviluppando e affinando le capacità di osservazione, attenzione, associazione e discriminazione, fino a imparare a collocare un oggetto nel suo contesto di appartenenza (come accade in molti albi di parole destinati ai più piccoli, dove, ad esempio, una mela è raffigurata in una cucina, sull’albero o in un cesto insieme ad altri frutti).
Da qui comprendiamo l’importanza della lettura-esplorazione, un’attività che giustamente proponiamo precocemente ai bambini e che li apre a processi di pensiero sempre più complessi. Ma la lettura delle immagini all’interno di un silent book, forse, può promuovere anche lo sviluppo di ulteriori competenze.
Silent book ed empatia
La chiarezza e l’efficacia delle illustrazioni permettono di cogliere lo stato emotivo dei personaggi coinvolti; tuttavia, per comprendere a fondo le emozioni che emergono, il lettore è chiamato a compiere uno sforzo ulteriore. Questo lo porta a immergersi dentro una cornice di immagini, a percepirle “di pancia” e a delineare i moti interiori che animano i personaggi della storia che, in quel momento, sta immaginando. Si tratta di un processo di costruzione narrativa che accosta il lettore anche al mondo emotivo delle figure del racconto: come un vero autore, infatti, per dare anima ai propri soggetti deve prima di tutto sentirli e pensarli. In questo senso, tale esperienza può essere considerata una forma di comprensione dell’altro, strettamente legata al concetto di empatia. Siamo soliti definire l’empatia come quella capacità, propria dell’essere umano, di comprendere i processi psichici ed emotivi altrui. La lettura di un silent book, quindi, può rappresentare anche un esercizio, un allenamento che favorisce uno sguardo empatico verso l’altro e verso ciò che sta vivendo. Un ulteriore elemento fondamentale della competenza empatica è la capacità di comprendere la persona nella sua unicità e nel suo contesto di vita, collegando l’individuo alla situazione in cui è inserito, ovvero alle vicende della sua storia.
Costruire storie e sviluppare il linguaggio – Didattica: una proposta rovesciata
Con questa apertura di sguardo, il lettore può, piano piano, tessere un filo rosso che unisce tutti gli elementi illustrati, creando una trama coerente con quanto rappresentato. Se questa produzione narrativa viene poi condivisa, in forma orale o scritta, si comprende come il lavoro vada ben oltre le sole risorse creative e immaginative: diventa infatti un’attività che sviluppa le capacità espressive legate al linguaggio e arricchisce il patrimonio lessicale. Si tratta, dunque, di una forma di lettura che promuove specifiche abilità di pensiero e di linguaggio.

Per questo motivo, può rappresentare una valida proposta di attività didattica per la scuola dell’infanzia: la creazione di un racconto a partire dalla lettura delle immagini di un silent book, eventualmente accompagnata da una successiva messa in scena con la drammatizzazione della storia da parte dei bambini coinvolti. Si tratterebbe di una proposta ludica e creativa volta a potenziare il linguaggio orale, ma anche l’espressività emotivo-motoria, il rispetto delle regole, la socializzazione e la condivisione all’interno del gruppo classe.
Richiedendo competenze di scrittura, l’attività può essere proposta anche nella scuola primaria o a studenti più grandi, presentandola come un compito da svolgere in aula, individualmente, in piccoli gruppi o collettivamente sotto la guida dell’insegnante. In questo caso, si configurerebbe come un esercizio di produzione scritta alternativo ai tradizionali temi o questionari di comprensione: al posto delle consuete schede, circolerebbero tra i banchi libri illustrati, probabilmente più coinvolgenti e stimolanti per gli alunni. Naturalmente, quanto più i destinatari sono piccoli, tanto più avranno bisogno di supporto: si possono quindi fornire “domande guida” utili a orientare la costruzione della trama, una sorta di intervista relativa agli ambienti e ai personaggi presenti, da associare a ciascuna pagina, così da sostenere gli alunni e prevenire il senso di smarrimento che un compito con una consegna così aperta potrebbe generare.
Sarebbe importante presentare questa attività come una novità stimolante, una proposta rovesciata che non offre una storia già data da comprendere, ma invita gli alunni a diventarne autori, o meglio co-autori insieme all’illustratore, proprio come avviene nella realtà. In questo modo, sono chiamati a collaborare per immaginare un racconto unico e irripetibile, esattamente come loro.
Per concludere queste riflessioni sui misteriosi e affascinanti silent book, propongo un testo accademico particolarmente interessante, rivolto agli adulti, che approfondisce la storia di questi albi e il loro legame con le arti visive e la poesia.
Si tratta del volume“Meraviglie mute. Silent book e letteratura per l’infanzia” di Marcella Terrusi, edizioni Carocci, di cui riporto una breve descrizione:
«I libri muti concorrono così a educare il nostro sguardo, ci invitano a provare meraviglia e spaesamento, dispongono nuove immersioni nell’immaginario e, al contempo, determinano un nuovo rapporto con la parola. Il volume, in un pionieristico lavoro critico, rielabora riflessioni, ricerche internazionali ed esperienze condotte con lettori di ogni età. Con più di cento immagini a colori, si propone come strumento di educazione estetica e poetica per tutti.»




