Sopra le righe
Di tendenza

La pupa di zucchero: quando il sogno diventa ossessione

Con una lingua che sa di terra e di anima, Silvana Grasso consegna al lettore un’opera di spietata bellezza.

C’è Silvana Grasso all’ennesima potenza ne La pupa di zucchero, un romanzo che, attraverso una prosa carnale, lirica e feroce, stordisce per bellezza di rinnovato incantesimo.

Il ricco patriarca Luchino Branciforti persegue da anni un sogno: acquistare la tonnara dei gemelli Corallo che non produce più come un tempo. Il suicidio dei gemelli sembra spianare la strada al suo desiderio, ma un altro desiderio, proibito e perverso, funesta i pensieri di Branciforte, ossessionato dalla nipote Teresilla.

E così il racconto si apre al pentimento per aver ceduto alle lusinghe dell’abisso, commettendo il più indicibile dei crimini, in un istante di orrore che trascinerà con sé l’esistenza del protagonista e quella di chi gli sta intorno.

Una lingua che sa di terra e di anima

La pupa di zucchero, copertina

E’ la storia di un sogno di possesso che diventa ossessione carnivora, che divora il pensiero e fa a brandelli la mente, come i tonni dell’agognata tonnara, fino a quando non prende forma diventando tormento e martirio, quando Pietro rifiuta il suo destino di indossatore di sogni, “vomitando conati di delusione sul desiderio di padre”.

La ferma volontà di sottrarsi al destino familiare si fa inettitudine, quella di Pietro, e diventa progetto intenzionale, fallimento perseguito con maniacale lucidità perché diventi punizione, vendetta, rivalsa e scopo finale della propria vita.

E poi c’è lei, la lingua della scrittrice, spina che ferisce “per graffio selvaggio”, avviluppando il lettore nelle spire di un suono antico, che sa di avi, di terra, di anima. Sotto lo sguardo di una Sicilia madre e matrigna, moglie e meretrice, che culla i sogni dei suoi abitanti osservandone, spietata e commossa, la disfatta. Mentre la loro esistenza si sfalda come pupa di zucchero ai colpi della sorte.

IL VINO

Lettura da abbinare a un Passito di Pantelleria, vino denso e corposo, intriso dei sapori della sua terra e ottenuto dalla maturazione dei grappoli al sole, come le ossessioni di Branciforte, messe a fermentare dalla sua mente.

LA CITAZIONE

Silvana Grasso

Lo zucchero delle sue carni era più duro del ferro, ma bastava qualche goccia di sputazza per annientarla in un secondo. Due gocce appena di saliva e della pupa di zucchero non restava più niente”.

La pupa di zucchero, Silvana Grasso, Feltrinelli, a cura di Sopra le righe.

Michela Bilotta

Sono nata a Salerno e vivo da oltre dieci anni a Bruxelles, dove mi occupo di comunicazione e ufficio stampa. Giornalista pubblicista dal 2007 e sommelier professionista, ho maturato un’esperienza ventennale come direttrice creativa, editor e addetta stampa per case editrici, agenzie pubblicitarie, testate giornalistiche, ONG internazionali e istituzioni europee. Ho, inoltre, pubblicato guide turistiche, racconti e manuali per concorsi a cattedra. Ho sempre usato le parole per lavoro e per passione, e il mio amore per la scrittura è pari solo a quello per la lettura. La metrica dell’oltraggio, Jack Edizioni, è il mio primo romanzo edito e tratta dei diversi aspetti della violenza di genere partendo dalla tragica storia della poetessa Isabella Morra, assassinata dai fratelli, fino ad arrivare al fenomeno dei femminicidi oggi. Il libro ha destato l’attenzione della stampa nazionale, è entrato nell’elenco ufficiale dell’AIE come testo scolastico ed è stato presentato alla Camera dei deputati. Tre miei racconti sono stati pubblicati nell’Antologia “Ad alta voce”, a cura della scrittrice Sara Rattaro.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio
The BookAdvisor
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.