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“L’ultimo visitatore” di Martin Griffin: un thriller incalzante e ben orchestrato

L’ultimo visitatore di Martin Griffin racconta la storia di una giovane videomaker, Tess, la cui carriera si è bruscamente interrotta a causa di un errore commesso in passato, ma che, a sorpresa, viene contattata per documentare una spedizione ecologista su un’isola deserta al largo di Madeira.

A Tess l’offerta sembra quasi troppo bella per essere vera e, soprattutto, arriva proprio nel momento in cui sente il bisogno di allontanarsi dall’Inghilterra e da un appuntamento che preferirebbe evitare, così decide di accettare. Il compito, almeno all’apparenza, è semplice e stimolante: filmare una colonia di foche che un gruppo di esperti dovrà monitorare nel corso di tre giorni, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza di preservare quell’habitat dall’afflusso di escursionisti e turisti. Durante le riprese preliminari, però, Tess si imbatte in un cadavere, la cui presenza su quella spiaggia appare del tutto inspiegabile.

Quando gli altri membri della spedizione riconoscono nella vittima un collega scomparso tempo prima durante una missione su un’altra isola, Tess inizia a interrogarsi sul loro comportamento, sorprendentemente poco coerente con la gravità della situazione. Allo stesso tempo, comincia a mettere in discussione anche le circostanze della sua assunzione. Perché è stata scelta proprio lei? E perché non riesce a mettersi in contatto con il videomaker che aveva documentato la precedente spedizione, quella durante la quale il collega era sparito?

Nel frattempo, il mare agitato e il clima imprevedibile dell’Atlantico impediscono alla polizia di raggiungere l’isola, lasciando il gruppo completamente isolato in un luogo solo apparentemente disabitato. Mentre riaffiorano i ricordi del suo primo reportage, Tess comprende poco a poco di essere stata coinvolta nella spedizione per ragioni tutt’altro che trasparenti.

Martin Griffin costruisce un thriller incalzante e ben orchestrato, dosando con abilità rivelazioni e colpi di scena. Attraverso una narrazione sempre tesa, accompagna il lettore negli stessi dubbi che tormentano la protagonista, spingendolo a interrogarsi sulle reali intenzioni della fondazione che ha organizzato la spedizione. Parallelamente, esplora il passato di Tess e il peso dei rimorsi legati al suo primo incarico professionale, le cui conseguenze continuano a condizionare il suo presente.

Il romanzo, disponibile in formato cartaceo e digitale, è pubblicato da Giunti.

“L’ultimo visitatore” di Martin Griffin, edizioni Giunti.

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