Libri in pillole

“Trash” di Martino Costa: recensione libro

Ci sono libri che si addicono particolarmente ai miei gusti: per stile di scrittura, per tematiche trattate, per il modo in cui vengono sviluppate. Trash di Martino Costa si è incastonato perfettamente nel rettangolino delle mie preferenze, perché affronta con grande incisività tre argomenti di mio interesse: le lotte sindacali, l’integrazione dei migranti latinoamericani e la marginalità.

Il romanzo è ambientato nell’immaginaria città di O., situata in Veneto secondo il testo, ma che ha tanti punti in comune con Milano, prima città d’Italia per numero di latinos residenti. È qui che un gruppo di netturbini decide di sfidare la potente amministrazione per richiedere un adeguamento contrattuale e difendere i propri diritti, a colpi di manifestazioni, picchetti e scioperi. Tra questi lavoratori ci sono italiani e stranieri, che vivono nella marginalità, che lavorano e lottano gomito a gomito nel tentativo di affermare la loro posizione nella scala sociale. E se per un italiano avere un lavoro è necessario per poter campare e pagare un affitto, per uno straniero non è solo una fonte di sostentamento ma anche una legittimazione sociale, che gli permette di essere accettato dalla società di arrivo e di sentirsi dunque integrato.

“Pensa da dove venite e non ti dimenticare mai che sei un immigrato, figlio di immigrati. Sei un cittadino di serie B, i tuoi diritti contano poco. Qui ci vogliono mesi per conquistarsi la fiducia. E bastano pochi minuti per buttare tutto alle ortiche”.

Perché un migrante che rimane fuori dal cerchio lavorativo rischia di essere risucchiato dalla strada e di ritrovarsi in quelle aree urbane che diventano dei parcheggi sociali, dove ci si aggrega con altri emarginati, anche italiani, cercando di sopravvivere all’insegna dell’illegalità, finendo all’interno di quel calderone dove ci sono reietti, tossici, prostitute, etichettati volgarmente come “spazzatura umana”.

Trash non è solo questo, ma anche tanto altro. È un romanzo corale costruito su micro storie personali, che si intrecciano e si intersecano fino a cucire una macro storia in cui prendono forma le lacune del sistema consumistico, che non è affatto inclusivo, ma che anzi crea separazione, marginalità e stigmatizzazione verso chi non ha voce in capitolo, chi dispone di risorse limitate, chi proviene da una cultura diversa, insomma, verso chi non fa parte della cerchia dei potenti.

Trash” di Martino Costa, edizioni Pessime Idee. Libri in Pillole.

Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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