Libri in pillole

“Tenete alte le lanterne” di Lakshmi Persaud: recensione libro

“Penso anche agli ideali. Sono le nostre lanterne nel buio: dobbiamo tenerle alte lungo le strade costruite dagli uomini”.

Il ruolo della donna, la sua battaglia per la conquista dell’indipendenza, per il superamento della condizione di totale sottomissione alle volontà dell’uomo, in un contesto in cui si scontrano tradizione e progresso. È questo il tema centrale del libro Tenete alte le lanterne, della scrittrice Persaud.

“È grazie al nome della nostra famiglia che si può combinare un matrimonio come questo. Tutto quello che dobbiamo fare è non fare nulla. Essere le persone cordiali che siamo sempre, niente di più. […] Supponiamo che l’altra parte se ne esca con qualcosa di stupido: facciamocelo scivolare addosso come l’acqua sul dorso di un’anatra. Non prendiamocela a male. Perché? Perché la cosa più importante per tutti noi è focalizzarci sull’obiettivo”.

Un matrimonio combinato

tenete alte le lanterne Protagonista del romanzo è Vasti, giovane indiana la cui famiglia le ha organizzato un matrimonio combinato, secondo la tradizione della religione indù. Ed ecco che il romanzo della Persaud diventa una vera e propria immersione nella cultura indiana e induista: gli obblighi morali della donna, il suo ruolo di totale assoggettamento all’uomo, l’impossibilità per la donna di esprimersi liberamente, di godere di una propria indipendenza di pensiero. Ne soffre Vasti, che vorrebbe prendere le distanze dalle imposizioni della cultura induista cercando tuttavia di non mandare in frantumi la reputazione della sua famiglia.

“Quando la vita non è più tua ma quella che qualcun altro desidera per te – ribatté Vasti – io la chiamo schiavitù. La moglie diventa una macchina che conduci in una stanza affinché svolga un determinato compito, poi in cucina perché ne svolga un altro e nella camera dei bambini perché ne svolga un altro ancora”.

Ma la tradizione è ancora forte nella comunità indiana, ed è qui che comincia la battaglia di Vasti per trovare quel punto di incontro che possa mantenere in equilibrio ciò che viene imposto dalla religione con i suoi desideri e ideali, che non possono essere sacrificati in nome di una cultura da rispettare sì ma pur sempre vetusta, né ignorati. Ed è attraverso lo specchio di una sua bisnonna che Vasti, in uno stato di trance, viaggerà nel tempo per incontrare tre regine indiane, condannate a salire sul rogo della pira per diventare sati dopo la morte del re. Una tradizione, però, che cozza con i principi delle tre regine, che tenteranno dunque di sfidare i precetti religiosi.

Tenete alte le lanterne è un bel viaggio nel mondo della cultura indiana, in cui oltre all’importante riflessione sul ruolo della donna, ampiamente analizzato lungo tutto il romanzo, si può anche apprezzare uno spaccato degli usi, dei costumi e dei piatti tipici che caratterizzano la cultura indiana.

“Tenete alte le lanterne” di Lakshmi Persaud, edizioni 66thand2nd Editore. Libri in Pillole.

Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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