“Scusa il disordine” di Agnese Scapinello: la sfida di restare in equilibrio in un mondo precario

Scusa il disordine di Agnese Scapinello è un libro che racconta, con lucidità, precisione e, aggiungo, freschezza il caos esistenziale della generazione Z: una generazione in parte disorientata, obbligata a crescere in una costante precarietà che non è più eccezione, ma che progressivamente si è trasformata in condizione strutturale.
Ne emerge, pertanto, un disordine solo apparentemente tale: in realtà si tratta di un disordine a suo modo “organizzato”, utile per sopravvivere a un presente instabile e spesso dai contorni sbiaditi, e che diventa fondamentale per orientarsi tra ambizioni, aspettative e prospettive irrealistiche continuamente rimandate o sfumate. Un po’ come se questa generazione, a cui tutto sembrava facilmente accessibile, vale a dire realizzazione, successo, felicità, si fosse ritrovata a fare i conti con una realtà decisamente diversa da quella immaginata, adattandosi, dunque, a trasformare l’incertezza in una forma di equilibrio possibile.
Agnese Scapinello racconta questa precarietà attraverso delle micronarrazioni che compongono una serie di quadri narrativi rapidi e incisivi, che restituiscono con immediatezza le contraddizioni del quotidiano: dal mondo del lavoro alle relazioni, fino agli spazi più intimi dell’identità. Perché l’instabilità, anche quando è solo lavorativa, non è mai limitata a determinati ambiti, ma si espande inesorabilmente a macchia d’olio fino a minare anche le certezze della vita privata.
Naturalmente, non mancano temi centrali, come l’ansia da prestazione, il senso costante di inadeguatezza e anche certe dinamiche di maschilismo ancora troppo radicate, che contribuiscono ad alimentare quel disagio diffuso di chi si sente spesso fuori posto. Eppure, nonostante la profondità degli argomenti, la giovane autrice mantiene uno stile brillante, ironico, mai pesante: una scrittura capace di essere al tempo stesso tagliente e leggera.
Ed è proprio questa ironia consapevole a rendere il libro efficace: Scusa il disordine riesce a parlare di fragilità senza cadere nel vittimismo, restituendo invece un ritratto autentico e contemporaneo di una generazione che prova, in ogni modo, a restare in equilibrio anche quando un vero “Piano B” sembra non esserci.




