Libri in pillole

“Figli del diavolo” di Liliana Lazar: recensione libro

Figli del diavolo di Liliana Lazar è un libro duro, che fa luce su una pagina di storia buia della Romania degli anni 80. Siamo nel periodo finale della dittatura di Nicolae Ceauşescu, despota che aveva stabilito la proibizione della contraccezione per le donne che non avessero partorito almeno 4 figli. Questa imposizione portò all’abbandono di centinaia di bambini, molto spesso ospitati in orfanotrofi di stato.

«Sì, però… Mi fa strano seppellirlo come fosse un cane». «Che vuoi farci. Gli orfani se ne vanno così. Senza che nessuno se ne accorga». «Fategli almeno una croce» propose Elena. «Una semplice croce, con su scritto il nome». «E a che scopo?» sospirò quello basso. «Tanto nessuno verrà mai sulla sua tomba». «C’è sua sorella» insistette la donna tendendo una banconota a ciascuno dei due. «Chiunque ha diritto a una croce».

Nel romanzo Elena, una levatrice zitella, decide di prendere per sé un bambino, e per scappare dalla madre naturale, con la quale aveva stretto un accordo per la cessione del bimbo, si trasferisce a Prigor, dove trova impiego in un nuovo orfanotrofio.

«Sono un figlio di Dio! Sono un figlio di Dio!» diceva tra sé aprendo la porta. «Moaşa non può avermi mentito!». Fu mentre pensava a quelle parole che la vide. Una donna, bella e sorridente, seduta al buio in mezzo al salotto, con le gambe incrociate come qualcuno che aspetta. La riconobbe subito, perché di donne dai capelli così rossi ne aveva vista una sola in vita sua. Damian le sorrise e lei gli rivolse uno sguardo pieno di tenerezza, di quelli che solo una madre può fare nel momento in cui ritrova il figlio che cercava da tempo.

Liliana Lazar racconta le atrocità a cui furono sottoposti quei bambini, le condizioni disumane nelle quali venivano ospitati, la disumanità di un regime che non ebbe minimamente pietà di quelli che avrebbero dovuto rappresentare la forza di un Paese, ma che finirono per esserne le vittime: i bambini.

“Figli del diavolo” di Liliana Lazar, edizioni 66thand2nd.

Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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