Libri in pillole

“Come governare il mondo” di Tibor Fischer: recensione libro

Nel linguaggio marinaresco il verbo governare si utilizza per indicare il modo in cui un’imbarcazione risponde alle sollecitazioni del timone. Di conseguenza indica anche la sua capacità di proseguire la navigazione quando si rende necessario correggere la rotta in occasione di onde anomale o mareggiate improvvise. Ed è propio questo l’obiettivo di Baxter Stone, un documentarista in crisi alla ricerca di una nuova occasione che possa rilanciarlo: è un uomo che non vuole arrendersi neanche davanti alla serie di calamità che lo hanno praticamente affossato.

Bax deve trovare un modo per governare il mondo, per cavalcarlo come si fa con i tori cercando di non cadere, perché tutto ciò a cui si dedica si rivela sempre un clamoroso fallimento. Come è accaduto con quel progetto di documentario sul quale aveva investito tutte le sue risorse ed energie ma che come risultato finale è stato un disastro totale: un buco nell’acqua clamoroso che lo ha obbligato a dipendere dai capricci di Johnx, il grande capo stravagante e incapace di Vizz, una sorta di grande base televisiva dei documentari TV, per avere un nuovo incarico. Una missione che diventa ancora più complicata quando Bax capisce che il suo compagno di viaggio sarà Semtex, un cameraman vegano che si diletta a modificare i menù dei ristoranti (eliminando i piatti di carne) e ad aggredire i camerieri per puro svago.

“Noi, i cosiddetti produttori indipendenti, dobbiamo starcene seduti qui buoni buoni ad ascoltare. Siamo indipendenti tanto quanto gli schiavi delle galere romane, che potevano scegliere tra remare e venire lanciati fuoribordo. Dovrebbero chiamarci produttori dipendenti perché è quello che siamo: dipendenti dal lavoro che ci arriva da Johxn”. 

Tibor Fischer è un autore che ho scoperto da poco, ma che già ammiro parecchio. Perché è uno dei pochi che non ha paura di scrivere così come gli viene: racconta le vicende tragicomiche di Bax in maniera cinica, sarcastica, politicamente scorretta, senza stare troppo a preoccuparsi di non urtare la sensibilità del lettore inserendo pensieri banali e triti e ritriti, ma puntando piuttosto su un tipo di ironia bruciante, reale, che sorprende, colpisce e strappa più di una risata.

“La cosa migliore, quando vai in guerra o sei in una zona pericolosa dove kalashnikov e sciroccati circolano liberamente, è che puoi sbarazzarti di certi vestiti idioti che ti ha comprato tua moglie. Le camicie orrende, i maglioni che cascano male, quella sciarpa agghiacciante con le renne, partono verso la guerra, verso i colpi di stato, verso il lavoro in zona cacarella e non tornano più”. 

Perché è proprio il cinismo l’arma che Tibor Fischer mette nelle mani di Bax per permettergli di fronteggiare il maremoto di calamità che lo travolge: ed è un cinismo che lo fortifica, che gli consente di reagire attivamente alle improvvise difficoltà senza piangersi addosso, bensì scegliendo invece di nutrirsi del lato comico di ogni situazione disastrosa nella quale si ritrova coinvolto. Insomma, anche nella disgrazia una risata ci salverà.

Come governare il mondo” di Tibor Fischer, edizioni Marcos y Marcos. Libri in Pillole.

Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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