Maria Parr torna con “Oscar e io e quella volta che…”, un nuovo capitolo del libro finalista allo Strega Ragazze e Ragazzi

Maria Parr ha questa dote rara, ti fa credere che l’infanzia sia un territorio semplice, salvo poi ricordarti, con una frase, che crescere è un lavoro a tempo pieno, spesso buffo, a volte doloroso, mai banale. Oscar e io e quella volta che… si muove su questa linea, con sottile ironia, grazia narrativa e uno sguardo limpido sulle emozioni dei più giovani.
Lo strega ragazze e ragazzi
Vale la pena fermarsi un attimo sul passato, il primo volume della saga Oscar e io, selezionato come finalista per il Premio Strega Ragazze e Ragazzi nella categoria 8+.
Anche nel primo libro, la storia si svolge in un piccolo villaggio norvegese, in una grande casa rossa al margine di un bosco, con protagonisti i fratellini Ida, otto anni, e Oscar, cinque anni, alle prese con giochi, litigi per il letto a castello, misteri come Babbo Natale o un presunto mostro nell’armadio, e momenti di tenerezza, paura e crescita.
Pagina dopo pagina si cresce e ci si emoziona

Oscar e io e quella volta che…, si muove attorno ai due ragazzi, in un intreccio di episodi che funzionano proprio perché non sembrano “costruiti”, hanno l’aria vera delle cose vissute, delle amicizie che oscillano tra complicità e rivalità, dei guai che diventano aneddoti da raccontare anni dopo con un mezzo sorriso.
Il pregio maggiore del libro è l’equilibrio, una lettura che resta leggera pur affrontando sentimenti autentici e il merito va anche alla traduzione di Alice Tonzig.
A rendere il libro particolarmente efficace è l’attenzione ai personaggi secondari, figure minori ma non marginali, che regalano spessore al microcosmo narrativo e fanno respirare la storia. Non c’è nulla di episodico fine a sé stesso, ogni esperienza aggiunge una sfumatura, un dettaglio che contribuisce al ritratto emotivo dei protagonisti.
In definitiva, è un romanzo che non punta ai fuochi d’artificio ma alla sostanza, un piccolo affresco di età di passaggio che riesce a far sorridere, a far pensare e, in certi momenti, a pizzicare il cuore senza melodramma.
L’autrice
Maria Parr è nata in Norvegia, dove ha studiato lingue e letterature nordiche. Prima di diventare scrittrice a tempo pieno, ha lavorato a lungo come insegnante. Il suo primo romanzo, Cuori di waffel (Beisler 2014), ha riscosso un successo folgorante vendendo oltre 30.000 copie in Italia, vincendo il Premio Andersen per la categoria 9/12 anni, il Super Premio Andersen Libro dell’Anno 2015, il Premio Legambiente 2015 ed è stato finalista della prima edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2016. Dal romanzo è stata tratta una serie televisiva di grande popolarità in Norvegia. Con Beisler Editore ha pubblicato anche Oscar e io, Tonja Valdiluce e il seguito di Cuori di waffel, Lena, Trille e il mare, finalista al Premio Strega 2019.
La traduzione
Alice Tonzig è nata a Milano nel 1972 e attualmente è docente di Business English, Cross Cultural Communication e Storytelling presso Høyskole Kristiania a Oslo. Insegna italiano presso l’Istituto Italiano di Cultura di Oslo e italiano come lingua straniera presso la scuola superiore Bjertnes Videregåendeskole. Dal 1998 svolge attività di traduttrice letteraria dal norvegese, specializzandosi in libri per bambini e ragazzi. Tra i numerosi titoli tradotti figurano Olla scappa di casa di Ingunn Thon, William Wenton e il ladro di Luridium di Bobby Peers e i libri Oscar e io, Cuori di waffel e Tonja Valdiluce di Maria Parr.
“Oscar e io e quella volta che…” di Maria Parr Beisler editore_ Pagine 252_ 16,90 euro. Recensione a cura di Morena Di Giulio per Lib(e)ri di leggere.



