Caro Francis, ho letto “Cold Harbour” e…

…leggere Cold Harbour oggi, a quasi un secolo dalla sua pubblicazione, è una di quelle esperienze che mi ha fatto ben sperare sul futuro dei romanzi: sì perché mentre tutto invecchia malissimo, la buona letteratura continua a funzionare come se il tempo non avesse mai bussato alla sua porta.
La tua scrittura è sorprendentemente attuale. E poi Francis, si sente che sai benissimo dove stai portando il lettore, e non ci possiamo proprio fare niente, comandi tu.
Devo confessarti che anche l’edizione italiana di Agenzia Alcatraz fa la sua parte: c’è un’attenzione grafica che richiama l’estetica originale e rafforza quel legame con la tradizione gotica da cui il romanzo proviene.
Furnival è il male, sovrannaturale o umano che sia

Ma veniamo al vecchio, e ben poco caro Furnival: non credo che tu lo abbia ideato esplicitamente per farmi venire i brividi a distanza di ottant’anni, ma è uno dei personaggi più disturbanti che abbia letto ultimamente; e tutto questo senza bisogno che faccia quasi nulla. Mangia, ride, conversa. Tutto normale. Ed è esattamente questo il problema.
La sua presenza mette a disagio i coniugi Wake — e anche chi legge — perché il male, qui, non ha bisogno di travestirsi. È ordinario, educato, persino cordiale… e quindi impossibile da ignorare.
Lo stesso vale per le ambientazioni: Cold Harbour non è mai descritta in modo eccessivo, ma basta pochissimo per sentirne il freddo, l’oppressione, la chiusura.
Ad ogni modo caro Francis, la questione da sbrogliare che ci hai lasciato non è mica da poco: è la casa a essere infestata o è Furnival a portare il male con sé? Potrei dire “ai posteri l’ardua sentenza” ma dato che i posteri siamo noi beh, lascio a chi leggerà la risposta.
L’autore
Francis Brett Young (1884–1954) è stato uno scrittore inglese attivo nei primi decenni del Novecento. Autore di romanzi, racconti e opere di taglio gotico e realistico, tra i suoi libri più noti figurano Cold Harbour (1924), Portrait of Clare (1927), vincitore del James Tait Black Memorial Prize, e My Brother Jonathan (1928), considerato uno dei suoi maggiori successi narrativi.
Cold Harbour, la casa degli orrori invisibili_ Agenzia Alcatraz_ pagine 312_ euro 19,00. Recensione a cura di Morena Di Giulio.



