“L’estate che resta” di Giulia Baldelli: un viaggio intenso tra silenzi, verità e amori mai dimenticati

Alcune cose non tornano, non si spiegano. Rifletti, pensi, senza ragione. Sarà il tempo a dare le risposte giuste, precise, convenienti. All’inizio vivi di sensazioni, ignorando la vera sostanza delle cose. Non le sai chiamare, ti sono sconosciute. E nessuno te le insegna. Ci pensa, poi, la vita che costruisce l’esperienza.
Molte cose le impari da sola, assorbendole sulla tua pelle. Allora, comprendi. Dai un nome ai silenzi, alle mezze parole, alle allusioni, ai sorrisetti, alla maldicenza, a quello che ti dice l’anima. Ma occorre tempo. Un passo alla volta e a volte non riesci nemmeno ad uscire dai tormenti, dai dubbi, dalla tempesta delle incertezze. La verità, spesso, si palesa in modo inaspettato ed è così chiara che ti senti una stupida per non averla compresa all’istante. Dinanzi all’amore si è indifesi, impreparati, sempre. Sai che cos’è, comprendi le sfumature, accetti il dolore, ma non soccombi al buio che ti sbarra le porte. Pensi che la grande rivoluzione della propria maturità sia quella di raccontare ciò che bisogna veramente dire a chi devi per chiudere un tassello che segna la vita.
In L’estate che resta di Giulia Baldelli conosci la storia di Giulia e Cristi. Sono bambine quando si incontrano la prima volta. È estate e trascorrono le vacanze in un piccolo paese delle Marche. Giulia, determinata e razionale, subisce il fascino di Cristi, fragile e autentica, e comprende di provare per lei qualcosa di più dell’amicizia. Anche Cristi è attratta da Giulia, però i suoi occhi cercano Mattia, un bambino che sembra comprendere meglio la sua natura. I tre, ormai sulla soglia dell’adolescenza, si separano. Dieci anni dopo, Giulia e Cristi si ritrovano a Bologna e il loro amore, mai dimenticato, esplode. Da quel momento le loro vite si legano per sempre, in una storia tormentata e totalizzante.
Il romanzo scuote i sentimenti più profondi. La narrazione, che detta il patimento della forza che troverà una scelta di vita, è lucida ed intensa. La scrittura è appassionata.




