“Chiamatemi Jack” di Stefano Mondini: quella zona grigia tra il bene e il male

Chiamatemi Jack è un giallo psicologico che lavora più sulle menti dei personaggi che sull’azione pura. Qui il mistero non è solo che cosa succede, ma soprattutto chi sono davvero le persone coinvolte e dove finisca il confine tra giusto e sbagliato.
La scrittura di Stefano Mondini è molto chiara, a volte forse troppo: le emozioni vengono spesso spiegate, accompagnate, rese esplicite. È un approccio didascalico, che aiuta il lettore a orientarsi ma che, in alcuni passaggi, toglie un po’ di spazio all’immaginazione. Detto questo, funziona se si cerca una lettura che non lasci indietro nessuno, che prenda per mano e accompagni il lettore fino in fondo.
Jack è un personaggio che arriva da lontano, e non solo in senso narrativo. I suoi diciassette anni di “scivolamento” fuori dal mondo pesano tutti, soprattutto quando si trova a fare i conti con una realtà che nel frattempo è cambiata radicalmente. Tecnologia, dinamiche sociali, rapporti di potere: Jack deve aggiornarsi, quasi come fosse un software umano rimasto fermo troppo a lungo. Ed è uno degli aspetti più interessanti del romanzo, perché parla anche di noi e della fatica di stare al passo con un presente che non aspetta nessuno.

Poi c’è il personaggio di Max. E qui scatta subito la curiosità: chi è davvero e cosa vuole? È solo un antagonista o qualcosa di più? Il rapporto tra lui e Jack è uno dei motori del libro, perché costringe il lettore a porsi una domanda scomoda: quanto sono diversi, in fondo, questi due uomini?
La struttura del romanzo aiuta molto la lettura. I capitoli dedicati ai personaggi secondari sono ma tasselli che ampliano il quadro e rendono la storia più vicina e più umana. Ogni personaggio aggiunge uno sguardo, una sfumatura, un pezzo di verità mentre Jack resta il più controverso. È difficile simpatizzare con lui senza riserve. Le sue scelte sono spesso discutibili, la sua moralità è tutt’altro che limpida.
E allora viene spontaneo chiedersi: è davvero il “meno peggio”? È un antieroe? O stiamo semplicemente guardando la storia dal suo punto di vista, accettando compromessi che forse non dovremmo accettare?
Chiamatemi Jack è un giallo psicologico che non cerca di rassicurare, ma di mettere il lettore in una posizione scomoda, quella in cui ci si accorge che il confine tra bene e male è molto più sottile di quanto vorremmo.
Biografia Autore
Stefano Mondini nato a Roma, 29 dicembre 1960 è un doppiatore, attore, direttore del doppiaggio e
scrittore italiano. Attivo in teatro nell’ambito della commedia musicale, tra i personaggi dei cartoni
animati da lui doppiati figurano Eddie, Barney Gumble (dall’ottava stagione) e il direttore Skinner
(dalla nona stagione) ne “I Simpson”. Al cinema ha doppiato Adewale Akinnuoye-Agbaje, Kelsey
Grammer e Glenn Morshower, fra gli altri. Nei telefilm ha doppiato James Pickens Jr. in “Grey’s
Anatomy” e Jonathan Banks in “Breaking Bad” e Better Call Saul. A partire dal 2018, anno di
pubblicazione del suo primo romanzo “Marta”, si occupa anche di narrativa. Nel 2023 ha ottenuto il
Premio alla Carriera del Comune di Salice Salentino – Salicomix 2023 e nel 2025 gli è stata affidata
la direzione del doppiaggio in italiano della riduzione cinematografica di Cento anni di solitudine di
Gabriel Garcia Marquez prodotta e andata in onda su Netflix.
“Chiamatemi Jack” di Stefano Mondini_Arpeggio Libero Editore Pagine 326 _ 18,00 euro . Recensione a cura di Morena Di Giulio per Lib(e)ri di leggere.



