“Segui la mia voce” di Ariana Godoy: una storia che invita ad abbattere lo stigma sulla salute mentale

Ci sono storie che affrontano tematiche molto delicate e che riguardano la salute mentale. Lo fanno in maniera degna di nota invogliando il lettore a far luce su di esse, a voler parlare e a “mettere nero su bianco” emozioni, sensazioni, stati d’animo che sono in grado di dare voce a tutto ciò su cui si fa fatica a discutere ma che in realtà merita di essere raccontato perché ci riguarda in quando persone dalle innumerevoli sfaccettature.
Di ciò ne abbiamo pienamente conferma leggendo “Segui la mia voce” di Ariana Godoy, edito da Sperling & Kupfer. È un romanzo che sta riscuotendo un grande successo e di cui posso testimoniare il suo valore. Tra le pagine di questo libro il lettore si ritrova immerso nella vita di Klara, una diciasettenne che nonostante la sua giovane età ha vissuto tante drammatiche situazioni che le hanno lasciato tanta sofferenza e crepe da affrontare.
Dopo la morte di sua madre, a causa di un cancro al seno, Klara ha dovuto vivere in prima persona questa malattia. L’ha sconfitta ma le ha lasciato dietro una sofferenza incolmabile tanto da farle vivere stati di depressione e continui attacchi di panico che l’hanno costretta a ritirarsi da scuola e a rintanarsi nella stanza della casa che divide con sua sorella Kamila, una nota psichiatra a e suo marito Andy che non smettono mai di supportarla e infonderle coraggio.
Una” via di fuga “dalla realtà

Da un anno la sua unica “via di fuga”, ossia il suo unico momento in cui sentirsi bene e avere un contatto con il mondo esterno che teme e che fa fatica ad affrontare nella realtà, è un programma radiofonico intitolato “Segui la mia voce” e condotto da Kang, un suo coetaneo molto dinamico, gentile ed empatico. Sin dalla prima puntata ascoltata Klara è rimasta colpita dalla sua voce calda e avvolgente e dalle tematiche delicate che affronta.
Una parte di lei vorrebbe conoscere Kang in persona per ringraziarlo di come inconsapevolmente l’abbia aiutata con il suo interessante programma a trovare una motivazione per andare avanti anche nelle giornate più buie. Gradualmente Klara invierà messaggi a Krang durante il suo programma fino a quando sarà lui a mettersi in contatto con lei oltre il programma radiofonico.
Il Destino li farà incontrare anche nella vita di tutti i giorni quando Klara si sentirà pronta ad uscire dalla sua comfort zone. Klara e Kang scopriranno di avere tanto in comune, più di quanto credevano. Sarà pronta Klara a fare spazio nella sua vita ad un sentimento prorompente in grado di farla riemergere dall’abisso che la depressione le ha creato?
Una storia contro lo stigma sulla salute mentale
La Godoy ha scritto una storia meravigliosa, commuovente e autentica che coinvolge il lettore che si ritrova a supportare Klara come se fosse un’amica. Sarà inevitabile lottare, soffrire, gioire ed emozionarsi con e per Klara quando dovrà affrontare le ricadute della depressione, quando dovrà gestire i suoi improvvisi attacchi di panico o quando sarà vittima di bullismo. Letture come questa ci sensibilizzano su tematiche che ci riguardano in prima persona.
Ci spronano a dare importanza ad esse, a darne loro voce per superare l’indifferenza. Quest’ultima contribuisce soltanto a diffondere stigma e pregiudizi che andrebbero superati. Questo libro inoltre ci fa capire quanto i momenti bui se condivisi con persone che ci vogliono bene davvero, come accade per Klara quando fa amicizia con Diego, Perla e Lizzie, si affrontano con una marcia in più.
Il ruolo dell’amore nell’affrontare il dolore esistenziale
L’amore non ci salva dalle crepe e dal dolore se non siamo prima di tutto noi ad impegnarci per riemergere e rifiorire. La storia di Klara diventa per il lettore la testimonianza che le sofferenze e le difficoltà che la vita ci pone dinanzi al nostro cammino ci rendono più forti e coraggiosi e che nulla dura per sempre.
È possibile ritornare a risplendere se concediamo a noi stessi la possibilità di ritornare a vivere appieno la propria esistenza affrontando le proprie paure e quei limiti che ci autoimponiamo a causa delle ferite e le cicatrici legate al passato. Un libro dal quale si fa davvero fatica a distaccarsene e che ci infonde speranza e ottimismo nell’affrontare qualsiasi tipo di difficoltà.
Guarda il mio reel sul libro
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