I libri di Riccardo

“Riccardino” di Andrea Camilleri: recensione libro

“Magari” potremmo “macari” iniziare col dire che cosa “Riccardino” non è: “Riccardino” non è l’ultimo romanzo di Montalbano scritto da Andrea Camilleri, perché, terminato nel 2005 e rivisto sotto il profilo linguistico nel 2016, è stato seguito, fino al 2018, dalla pubblicazione di altre storie del commissariato di Vigata, ma è, nelle intenzioni del Maestro, la storia che mette il punto conclusivo alle vicende “umane” di Salvo Montalbano. A voi scoprire di quale tipo di punto si tratti.

Riccardino, la disposizione testamentaria di Camilleri

riccardino andrea camilleriQuindi “Riccardino” è, anche e soprattutto, quella disposizione testamentaria con la quale Andrea Camilleri ci ha nominati tutti, o forse quasi tutti, eredi universali di un sogno collettivo, di un anelito di riscatto della sua meravigliosa terra, della nostra meravigliosa terra, del nostro paese. Un altro dono dopo quello di essersi inchinato per anni, nonostante età e stanchezza, alla nostra supplica di non privarci dell’eroe che quell’anelito incarnava. Un eroe in balia della vecchiaglie, certo, a sua volta stanco d’inseguire quelli che l’ammazzatina la fanno al minuto e quelli che la fanno all’ingrosso, magari baciando le mani a qualche pezzo grosso che fa il bello e il cattivo tempo in terra o nei cieli.

Indagine impegnativa e mammalucchigna l’ultima di Montalbano, perché il nostro Salvo si sdoppia e si moltiplica: personaggio reale e sosia ben poco spiccicato del suo doppione televisivo, con conseguente firriata multipla di cabasisi per le difficoltà che la notorietà comporta e il rischio di perdersi in un gioco di specchi abitati da uno, nessuno e centomila montalbani, forse in omaggio al maestro del maestro. E in personaggio si trasforma anche il Maestro, o meglio il profissori e autori, costretto a farsi tale per meglio pungolare, di pirsona pirsonalmenti, il suo riottoso personaggio. Così realtà e realtà di fantasia vengono risucchiate in un gorgo, dando finalmente Forma a quell’Acqua con cui tutto era cominciato ventisei anni fa.

Proprio nulla sulla trama?
Ma se vi ho già raccontato più di un centinaio di volte il finale e non ve ne siete nemmeno accorti!

Piuttosto mi scuso per aver fatto il topo da vocabolario e aver indegnamente svaligiato il meraviglioso appartamento lessicale del Maestro. Maestro che approfitta di “Riccardino” anche per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: portato in alto da marketing e pubblicità? …semmai dal passaparola dei lettori. Sottostimato dalla critica? …l’unico critico serio è il tempo. Premi? …l’amore della gente, gente di estrazione così diversa eppure così unita nell’affetto per i suoi personaggi, l’unico premio che conta.

Ma ora facciamo parlare il libro, perché Blaise Pascal avrebbe anche potuto dire che un grande romanzo non si riconosce soltanto con la ragione, ma anche col cuore.

Questo è tiatro, signori, e si va a principiari:
“Riccardino sono!”

I grandi scrittori non muoiono mai, continuano a vivere nelle loro opere e ci aspettano con infinita pazienza.

Grazie, ancora una volta, Maestro!

“Riccardino” di Andrea Camilleri, edizioni Sellerio. I libri di Riccardo

Redazione

Redazione della pagina web www.thebookadvisor.it

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