I libri di Marco

“L’angolo del mondo” di Mylene Fernández Pintado: recensione libro

La prima cosa che viene in mente dopo aver finito L’angolo del mondo di Mylene Fernández Pintado, è come sia possibile che un libricino così piccolo racchiuda così tanta magia. Perché proprio di questo si tratta. Di Magia. Magia nel saper rendere speciali anche le cose più banali. Magia nel saper raccontare le cose più umili e ordinarie e farle diventare uniche. Magia nell’avere la capacità di scavarsi un piccolo buco nel cuore del lettore per poi rimanerci per sempre.

“…perché il posto perduto è come il tempo passato. Contiene tutto ciò che avremmo voluto che fosse.”

                                 Mylene Fernández Pintado

I personaggi della Pintado sono indimenticabili non tanto per le loro gesta eroiche bensì per la loro incredibile quotidianità. BiDi che insegue Lorena, Lorena che ci regala perle di saggezza ma che tira giù moccoli che manco un carrettiere e che soprattutto ci dà una grandissima lezione di vita su cosa voglia dire restare nella propria terra. Sergio e le lettere d’amore che scrive a nome di tutte le ragazze cubane che vivono di un amore già disilluso in partenza. Marcos e sua madre che giocano a scacchi con la vita degli altri pur di mantenere una posizione sociale prestigiosa. E in fondo anche qui la Pintado ci fa vedere la sua incredibile e magica delicatezza, nel descrivere due personaggi come questi, che pensano esclusivamente al proprio tornaconto personale ma che anch’essi fanno parte di un quadro di insieme indissolubile.

Toccare tante corde in poche pagine

E poi ci sono loro, i due protagonisti della storia. Marian e Daniel. Lei Una mite professoressa universitaria, che a stento riesce a farsi una ragione della morte della madre. Che ha una visione malinconica della vita e che preferisce entrare nella vita degli altri in punta di piedi. Daniel è tutto il contrario, è più giovane e invadente, rappresenta il fuoco della passione ma anche la speranza e la voglia di vivere la vita in modo prorompente, senza farsi alcun riguardo e senza bisogno di chiedere permesso.

“Scrive e trova sollievo. Come quando uno si carica sulle spalle dei pacchi pesanti e poi li appoggia a terra.”

La magia di questo libro sta proprio nella sua capacità di toccare, quasi sfiorare, tante corde in poche pagine. Si affronta il tema della violenza domestica, sfatando molti cliché e luoghi comuni, incluso un certo imbarazzo della società cubana nell’affrontare un tema simile. Oppure quello dell’emigrazione, un tema per altro molto caro ai cubani, e della fondamentale incapacità che questo popolo ha di dimenticare le proprie origini e le proprie radici.

“La casa non è l’oasi di pace dove ci si riposa a fine giornata, ma l’ennesima variante delle fatiche quotidiane.”

Ma la magia a cui accennavo prima sta anche qui. Nell’affrontare temi simili lo si fa con delicatezza, quasi con garbo, senza voler recare fastidio a nessuno, senza drammi ma con la consapevolezza di accettare quello che la vita è in grado di offrire e togliere. Con la voglia di lasciare sempre la porta aperta. Ed è forse questa stessa magia che permette a questa splendida terra di rubarci un pezzo di cuore ogni volta che andiamo a Cuba. Anche quando il viaggio lo facciamo solo con la mente. Si parla di come sia facile sognare un futuro migliore altrove in una Terra lontana, per poi accorgersi che una volta arrivati lì si è destinati a fare la vita degli stranieri, a sentirsi perennemente degli estranei con la costante nostalgia di casa. Per poi dover subire la beffa di sentirsi tali e quali una volta che si fa ritorno a casa, in quello che si rileva un eterno errare. Si parla di amore e lo si fa in maniera anche dolorosa, si affronta il tema dell’abbandono e di come ci si senta totalmente svuotati e sconfitti di fronte ad un amore perduto. Anche quando si sa esattamente a quale destino si va incontro. Anche di fronte ad un amore impossibile.

“L’angolo del mondo” di Mylene Fernández Pintado, edizioni Marcos y Marcos. I libri di Marco. 

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