“L’alba di San Nicola” di Michele Emiliano: un racconto che parla di giustizia sociale e politica

La verità, quella pericolosa, si insabbia. Succede, spesso. Per evitare la tempesta dello scandolo, specie se ci sono segreti da mantenere e nomi da tutelare, si oscura la realtà dei fatti. Il ritmo della narrazione, quindi, si spezza. Imboccare la strada maestra è molto rischioso, si può finire in gabbia. Eppure, le risposte giuste vanno date. Risulta una necessità imprescindibile. È un dovere etico, morale e civile, che non deve guardare in faccia nessuno. La Legge, del resto, è uguale per tutti. Almeno, così è scritto e sancito nell’Articolo 3 della Costituzione. Ma una cosa è la carta e un’altra è la vita. E le cose non sempre si combinano bene, alla perfezione.
Muoversi nel campo minato degli intrighi, degli affari di Stato, degli interessi politici e delle audaci spinte di potere, significa prendere e perdere le misure di tutto. Le distanze, invece, sarebbe opportuno tenerle a mente. Certi legami, subdoli e turpi nella matrice di losche faccende che possono anche coinvolgere un popolo, si nutrono di menzogne, di sotterfugi, che passano sopra ogni cosa per fare piazza pulita degli ostacoli, figurati e in carne ed ossa. Il colpo di scure, poi, verso la prevaricazione della politica sulla giustizia è inesorabile. Alcune verità si sovrappongono a silenti velature che possono cambiare la versione stessa della verità, specialmente quella di comodo. La verità non può essere un lusso. È doveroso cercarla e raccontarla così com’è, accompagnata da prove provate e non da supposizioni o da giudizi incerti, fasulli e messi in scena ad arte.
In L’alba di San Nicola 1911.L’Europa prepara una guerra. E si comincia a morire, di Michele Emiliano, edito da Solferino, ti avventuri in una storia incredibile fatta di molti segreti, di depistaggi e di coraggio. A Bari è passata da un giorno la festa di San Nicola, il patrono della città. Su una spiaggia del capoluogo della provincia di Terra di Bari viene rinvenuto il corpo senza vita di una ragazza. Anna il suo nome, è stata uccisa con una coltellata netta al cuore. In una mano stringe un bottone. Non è un bottone qualunque, ma uno militare con il monogramma del re. È un indizio importante questo, che però va tenuto nascosto da più parti chiamate in causa perché c’è il sospettato perfetto che fa chiudere l’indagine. Sabino Lepore, giovane pescatore e amico della vittima, povero e innamorato di Anna, viene ammanettato. Un conto però sono le indagini e altra questione è il processo, che sulla base della verità da esporre e da cercare, può ribaltare tutto. Il maresciallo Michelangelo Piemontese, cresciuto a Bari Vecchia, negli stessi vicoli dell’imputato per omicidio, non ci sta a questa accusa. È frettolosa e puzza assai di ostruzionismo per salvaguardare poltrone, cariche ed Istituzioni. Il maresciallo cerca la verità partendo dal bottone che lo porta a Napoli sino al misterioso tenente Massimo Sella, che non è un nome propriamente sconosciuto e che scomodarlo significa finire in guai seri. Ma un processo fatto bene, con la verità accertata da prove, richiede correttezza ed onestà intellettuale. Ad aiutare Piemontese c’è Maria, brillante avvocatessa e amica di Anna. Una donna affascinante nella figura e nella mente, di una intelligenza e preparazione che faranno da guida all’intero procedimento penale. Eppure all’ombra della Basilica di San Nicola si muove qualcosa che fa paura a tutti.
Il romanzo è stupendo. La storia è incredibile per struttura narrativa e prosa. Ogni dettaglio, sospetto, ambientazione, atmosfera, personaggio e dialogo, ha una sua potenza. È forte del ritmo e dei sentimenti che riesce a trasferire con la promessa della sorpresa, del colpo di scena. La scrittura è emozionante e saputa.
“L’alba di San Nicola” di Michele Emiliano, edizioni Solferino.




