Appartenere ad un posto significa sentirlo, amarlo. Alcuni luoghi non si scelgono, capitano. È lì che metti radici, che affondi nella profondità dei sentimenti. All’inizio sei spaesata. La paura di aver sbagliato la decisione che ha cambiato la tua vita comporta un macigno di dubbi. Giusto o sbagliato sarà il tempo a dirlo, nell’attesa vivi. Per gli altri sarai straniera.

In Straniera di Pamela Schoenewaldt vivi la storia di Irma. “Irma, non morire tra gli stranieri” le supplica la madre in punto di morte. La giovane vive ad Opi, un paesino di pastori sui monti dell’Abruzzo. È la seconda metà dell’Ottocento. Molti cercano fortuna in America. Irma, ossessionata dalla preghiera della madre, resiste per molto tempo all’idea di partire. Poi, spinta da un rimorso inconfessabile e dalla mancanza di prospettive, si imbarca sulla Servia per andare Oltreoceano. Irma è timida, ignorante, ma ha coraggio e sa cucire. Su queste basi costruisce il suo futuro.
Il romanzo è incantevole. La storia è ricca, piena di audacia, di nostalgia e di riscatto. La scrittura è delicata. Emoziona e avvolge il lettore come una fortuna inaspettata.
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“La straniera” di Pamela Schoenewaldt, edizioni Ianieri. Dream Book.




