Fiorire dalle avversità non è una cosa da niente. La vita, a volte, ti pianta in terreni aridi. Non è tua la scelta, certo, a meno che tu non sia completamente responsabile di ciò che sei diventata. Comunque, l’audacia di cambiare ti spronerà a trovare delle soluzioni che ti permetteranno di prendere altre strade, quelle che vuoi.

In La primogenita di Sonia Milan conosci una storia di donne che tocca tre secoli tra le strade di Roma e Parigi. Tutte sono legate tra loro da un medaglione e dai nomi dei fiori. All’interno del ciondolo sono incise queste parole latine: Floreat in adversis, fiorisca nelle avversità. Ortensia lo riceve dalla madre, morta subito dopo averla data alla luce, e lo stringe al petto per trovare coraggio. A Roma nel 1849 si vive una voglia di indipendenza e lei vuole cambiare la sua vita. Cresciuta orfana, sa che il medaglione è la sua unica eredità, che si tramanda di generazione in generazione. Ogni primogenita lo porterà al collo per credere nei propri sogni anche quando sembra impossibile realizzarli. Così è per la figlia di Ortensia, che a Parigi fa la giornalista, e così sarà per le altre donne discendenti della stessa famiglia. Tocca ad Iris, infine, scoprire da dove viene quel medaglione e dove tutto è cominciato.
Il romanzo è una strepitosa saga familiare. La narrazione è coinvolgente, è piena di personaggi indipendenti, ribelli, forti, audaci. La storia di emancipazione femminile è talmente appassionata che il lettore si lascia trascinare nei posti e dalle idee di donne che hanno avuto coraggio da vendere. La scrittura è ardente, calorosa. È un affetto vero verso tutte le donne, soprattutto per le combattenti.
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“La primogenita” di Sonia Milan, edizioni Garzanti. Dream Book.




