“La mancina” di Giulia Della Cioppa: un viaggio letterario dentro il corpo di un’atleta

La disciplina ha un valore e un peso specifici. Il suo rigore spaventa eppure irrobustisce il carattere. Lo allena, lo prepara. La rigidità degli schemi da rispettare, per il successo di un’impresa, è il passepartout per riuscire nella vita. Bisogna credere nelle proprie capacità. È necessario anche forzare la mano quando si restringe il campo delle aspettative, uno sforzo in più nella speranza di eliminare quei fastidiosi rimpianti che ti si parano innanzi quando tutto sta per crollare.
Eppure, la disciplina da sola non basta, anzi sarebbe una forzatura minacciosa che blocca e respinge il lavoro di preparazione agli obiettivi. Occorre la giusta mentalità, il pensiero maturo, che arrivano con l’esperienza e con il temperamento formato da ciò che vede e assorbe ogni giorno dentro e fuori il proprio campo. Lavorare su sé stessi è fondamentale nel raccogliere poi i frutti di un impegno consacrato al sacrificio. La pazienza è l’alleata migliore. Lavorare con costanza per costruire con calma ciò che è necessario per affermarsi nella vita è il miglior investimento che si possa fare senza scadenze ma con alti profitti.
In La mancina di Giulia Della Cioppa, edito da Bompiani, conosci la storia di Aleni. È una bambina quando entra per la prima volta in un campo da tennis. Molto di quello che sa lo ha imparato proprio lì, in quel rettangolo perimetrato da una rete bassa. Il suo corpo impara presto a misurarsi con quella geometria fatta di disciplina e ritualità, e comincia a plasmarsi come argilla sulla terra rossa. Muoversi dentro le regole feroci del tennis è per Aleni è un modo per chiudere fuori i legami, le relazioni, ciò che fa fatica a gestire.
Il romanzo appare come la fatica di un risultato. Dietro ad ogni obiettivo c’è del sacrificio. C’è anche la devozione che può diventare ossessione e che potrebbe sfibrare quello che si è costruito con disciplina ed impegno. La prosa è rivelazione. È la misura dell’esigenza che si fa necessità.




