Dream Book

“Il sogno di Louis Vuitton” di Eva-Maria Bast: la storia del fondatore del grande marchio di moda

A volte, non ti accorgi nemmeno del talento che hai. Se è tutto ancora da scoprire, passa il tempo senza rendertene conto. L’incanto del sogno arriva dopo, quando non hai scelta. Ti rimbocchi le maniche e scali montagne di ostacoli, di problemi, di fallimenti. Restare con la bocca allappata dal rimpianto serve solo a farti comprendere cosa hai nella testa: il desiderio di ottenere quello che vuoi con il talento. La fatica, l’impegno, i sacrifici, non puzzano di svogliatezza né si sbriciolano dinanzi alle rimostranze di invidia, di astio, di chi ti vorrebbe inferiore e povero in canna.

Nulla è facile nella vita, neanche la felicità. Anzi, quest’ultima è un lusso che passa dalla capacità di saper individuare e capire la bellezza, soprattutto quando si nasconde. L’arte, come fonte di ispirazione, è luce e via d’uscita dal ritirato sguardo spento. I sogni sono criaturielli da curare. Sono pure il corredo personale da portare in garanzia alle scelte che richiedono coraggio. La grandezza di un sogno, non sta nell’illusione di realizzarlo, ma nella volontà di accompagnare ogni singolo respiro all’implacabile paura, che è la vera spinta verso le stelle.

In Il sogno di Louis Vuitton di Eva-Maria Bast, per Tre60 edizioni, conosci la storia del fondatore del grande marchio di moda. Parigi, 1835. Louis Vuitton ha tredici anni quando lascia la sua famiglia in un piccolo borgo di montagna per cercare fortuna a Parigi. Dopo alcuni anni trascorsi a fare lavori saltuari, comincia un apprendistato presso un noto artigiano parigino, monsieur Maréchal, e Louis si distingue subito. Il suo lavoro è richiesto non solo tra le dame dell’alta società, ma anche a corte dall’imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III. Sono momenti d’oro per Vuitton, anche nel privato le cose vanno piuttosto bene. Sposa Émilie, l’amore della sua vita e la madre dei suoi figli che lo sosterrà nella sua carriera soprattutto quando Loius decide di mettersi in proprio. E riuscirà a realizzare la sua idea geniale: rendere il bagaglio più pratico e leggero. I suoi bauli rettangolari diventeranno famosi in tutta la Francia, ma quando l’attività è pronta a conquistare i mercati stranieri, il successo comincia a vacillare.

Il libro è un viaggio nella storia di un brand, di una firma conosciuta in tutto il mondo. La narrazione è fede per il proprio sogno e magia del vederlo nascere. La scrittura si presenta come il baule Louis Vuitton, bella nella manifestazione di sentimenti, di traguardi, di cadute, di fascino.  

“Il sogno di Louis Vuitton” di Eva-Maria Bast, edizioni Tre60.

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario Rai Cultura per Mille e un libro Scrittori in Tv di Gigi Marzullo su Rai1. Giornalista pubblicista, recensore professionista. Lettura, scrittura e stile, fonti di vita e di ispirazione

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