Dream Book

“Il ladro di scarabei” di Vanessa Roggeri: la fame di riscatto, di ricchezza, di rivalsa sociale

L’ambizione è una bella spinta. È la fucina in cui si impara a creare la propria persona. Il fuoco dei sogni, spesso, accende l’audacia nel mettere mano al proprio destino. Desiderare troppo è un conto, non accontentarsi mai è un altro. Impantanarsi in una accecante bramosia potrebbe rovinare il presente e disintegrare il futuro.

Si può facilmente guastare il senso vero delle cose e alterare il concetto che si ha delle persone, soprattutto di quelle più vicine e che si invidiano. Alcuni, pur di arrivare dove vogliono, non si fermano dinanzi a nulla e nessuno. Diventano vittime della loro stessa ambizione che li trasforma, in peggio. Non sono disposti a fallire. Si fanno ladri di anime timide per manipolarle meglio. L’astuzia che hanno li porta ad aggiustare le situazioni a loro vantaggio. Nell’obiettivo di cambiare c’è la voglia di riscatto, di dare una svolta decisiva alla propria vita. L’ambizione ti tiene in piedi, lontano dal fango nel quale si può sprofondare quando si va ben oltre ogni limite. Perdere il controllo della realtà e finire nella voce delirante della rabbia, quando non si riesce a superare gli ostacoli, è l’espressione più chiara della fragilità che ingoia addirittura se stessi.

In Il ladro si scarabei di Vanessa Roggeri conosci la fame di riscatto, di ricchezza, di rivalsa sociale, di Antino. Cagliari, 1928. Il ragazzo, segnato da un’infanzia di stenti e di privazioni, è un majolu. Uno di quei giovani che per scappare dalla povertà prendono posto in città nelle dimore dei signori dove prestano i loro piccoli servigi in cambio di vitto e alloggio. Antino viene accolto da Italo Dejana, un imprenditore antifascista. Il majolu vuole a tutti costi far parte della famiglia, esserne l’erede, diventare quello che non potrebbe mai per nascita. È astuto, Antino, troppo. Raggira anche la sorte. Pur di prendere ciò che più brama non si fa alcuno scrupolo per assicurarsi il posto che crede di meritarsi. Anche andare oltre ogni limite del possibile e dell’immaginabile. Ma cade nello stesso fango da cui viene.

Il romanzo è potente. La storia è uno straordinario affresco di ambizione, di peccati, di fallimenti. La scrittura è una vertigine continua per quanto essa sia bella, portentosa e brillante. I personaggi sono ben strutturati. Anche quelli secondari hanno lo stesso valore dei principali. Il livello narrativo è così impattante che ogni cosa sembra delicata e il lettore non vuole sciupare nulla, neanche una virgola.  

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“Il ladro di scarabei” di Vanessa Roggeri, edizioni Rizzoli.  Dream Book.

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario Rai Cultura per Mille e un libro Scrittori in Tv di Gigi Marzullo su Rai1. Giornalista pubblicista, recensore professionista. Lettura, scrittura e stile, fonti di vita e di ispirazione

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