Avere naso per le questioni delicate è una qualità che potrebbe smontare, in alcuni casi, la ferma lucidità di alcuni insospettabili. Chi ce l’ha, pensa che sia una cosa normale tanto da non considerarla più come un fatto speciale. Se poi il fiuto lo si è usato sempre in un campo ristretto di competenze passa, allora, come qualcosa di scontato. Fermarsi ad uno step soltanto, quando si può arrivare a molto altro, sarebbe un errore.

In Chi si ferma è perduto finisci in un’indagine di omicidio. Il caso, all’inizio, è guastato da troppi pettegolezzi. Serena, una casalinga molto indaffarata e madre di due figli, trova il cadavere del professore Caroselli. Lei, che è un chimico, sarà determinante per lo sviluppo dell’inchiesta volta a svelare anche molti segreti.
Il romanzo è sorprendente. Il caso è costruito con arguzia e la scrittura è fresca, non è attaccata agli stereotipi tradizionali del noir. La figura della protagonista principale, Serena, è ben delineata. La sua spiccata personalità apre interessanti strade a dei sorprendenti colpi di scena.
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“Chi si ferma è perduto” di Marco Malvaldi Samantha Bruzzone, Sellerio editore. Dream Book.




